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RACCONTI: Come mi sono innamorato della Guzzi
Postato il Venerdì, 21 novembre di racconti

le storie vissute dai guzzisti

Come mi sono innamorato della Guzzi


"Bella domanda!! il fatto è che non mi sono mai innamorato di Guzzi................semplicemente non conosco l'esistenza di altre robe!!"

All
Roma...anni sessanta...avevo circa 7/8 anni, quasi tutte le domeniche mio padre ci portava, me e mio fratello, a Villa Borghese o al Pincio per passare la mattinata al parco; Villa Borghese...li' ho visto per la prima volta, in un cinema di legno, che funzionava solo la domenica mattina con un unico spettacolo, i cartoni animati di Tom & Jerry, li' ho imparato ad andare in bicicletta senza ruotine, veramente una bicicletta con le ruotine non l'ho mai avuta, quindi li' sono salito per la prima volta su una bicicletta ed in una mattinata ho imparato ad andare in bicicletta; i viali, gli alberi, i Carabinieri a cavallo come quelli che si vedevano sulle copertine delle riviste di quei tempi o sui calendari di oggi, come il film di Manfredi.
Il percorso da casa a Villa Borghese si faceva in autobus anzi filobus, a quei tempi a Roma c'erano filobus e tram, qualche volta l'autista si fermava ed il bigliettaio, esisteva il bigliettaio, come nel film di Fabrizi, scendeva e rimetteva a posto il pantografo che era scappato via dal filo e penzolava sul tetto, poi si ripartiva, il mio posto preferito era d'avanzti, come tutti i bambini immagino, di fianco all'autista, guardavo la strada, le poche macchine che circolavanzo ed i movimenti dell'autista, qualche volta capitava d'incrociare uno squadrone di Corazzieri in alta uniforme, elmo con la coda che fluttuava o che ricadeva sulle spalle, corazza scintillante, guanti bianchi e stivaloni fin sopra il ginocchio, neri, cavalcavanzo quasi sempre cavalli bianchi, era un'emozione unica, circa venti di questi Cavalieri che avanzzavanzo, busto eretto, volto in avanzti, serio, il suono acuto degli zoccoli sull'asfalto mi faceva sognare, sogni che mi portavanzo indietro come se mi trovassi nel Medio Evo, ci si sentiva...protetti, eccoli i nostri difensori i nostri eroi...pensavo, come puo' pensare un bambino di 7 anni.
Una mattina...li vidi...uno squadrone, di uomini in  un'impeccabile divisa blu' casco, occhialoni, guanti neri ed immancabili stivali fino al ginocchio, erano disposti a punta di freccia e circondavanzo una macchina anch'essa blu', procedevano piano quasi al rallentatore, anzi non erano loro che andavanzo lenti era tutto cio' che li circondava che rallentava, sembrava che il mondo rallentasse la sua corsa su se stesso per poter ammirare quella magnificenza che avanzzava, eretti, volto in avanzti, erano un muro impenetrabile, perfetti nel loro schieramento, nonostante i finestrini chiusi del filobus si sentiva un rombo armonioso che si avvicinava, quel..."rumore" era musica, il crescendo di un concerto di musica classica, come "La cavalcata delle Walchirie" o "Il Bolero" un rombo che ti scuoteva il petto ma che per le orecchie era un ritmo piacevole sempre piu' forte man mano che si avvicinava, la fonte di quella piacevole musica veniva dai loro "destrieri" non stupendi cavalli bianchi ma stupendi cavalli metallici, non sapevo cosa fossero ma ne restai incantato, i miei occhi si incollarono su quelle cavalcature scintillanti e dal suono armonioso che ......incuteva rispetto.
Erano blu', lucide, imponenti, non le persi di vista neanche un secondo, in quei brevi attimi di totale estasi si accese in me una scintilla che diede vita ad un fuoco, il fuoco della passione per quel destriero che prima o poi sarebbe stato mio.
Nessun'altra moto mi faceva girare prima che arrivasse, i rumori delle altre non mi attraevano, la musica, lo stile e l'imponenza di quella moto invece mi facevano tremare di desiderio, dovevo vederla prima che scomparisse in mezzo al traffico o dietro qualche curva.
Da allora, per me, andare a Villa Borghese o comunque girare per Roma significava essere alla continua ricerca del passaggio di quelle moto fantastiche, speravo sempre di incrociare qualche scorta per assaporare il piacere di vederle.
Molto dopo scoprii che quelle erano delle Moto Guzzi e...purtroppo solo all'eta di 41 anni sono riuscito a comprare la mia prima moto, un'850GT del '72 che curo come un figlio e con cui giro, da quest'anno anche d'inverno.
Non me ne separero' mai, nella mia vita ci saranno solo e sempre Moto Guzzi ma questa e' e sara' speciale, sara' sempre con me e quando vado in giro con lei assaporando tutte le gioie che sa darmi, se vedo un bambino che mi guarda sorrido e lo saluto come se salutassi me stesso quella volta sul filobus.
 
Grazie a tutti voi che condividete questa passione.
Ciao

Marco Simone Bologna 850GT '72
152° membro Soccorso Aquila
       (Emilia Romagna – Bologna)

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All'età di dodici anni incontrai una 850 T3 California, che allora era una moto nuovissima.
 

Antonino da CN
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Bella domanda!!
il fatto è che non mi sono mai innamorato di Guzzi................semplicemente non conosco l'esistenza di altre robe!! e poi........ci sarà pure un motivo se, chiusa la Morini, le uniche ad avere la scritta " MOTO " bene in evidenza sul serbatoio sono rimaste le nostre piccole!

ciccioVolante

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Mio padre era un daziere motociclista , sia con il Falcone 500 che con la
stessa con il sidecar e , da quando avevo circa otto anni  mi faceva
scorrazzare su quelle splendide moto sempre tirate a lucido.... ci lavorava estate e inverno con ogni tempo.
La mia prima moto è stato un Airone 250 sport.....l'avessi ancora !!!
poi un N.Falcone civile ....e via per questa lunghissima e splendida strada.
Sono 33 anni che viaggio in moto , la uso quasi ogni giorno è sempre una nuova emozione.

Il tuono ci guidi , il lampo ci illumini la strada
ICE  su Florida 650 (89) " Redwing "
160° Soccorso Aquila

 
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Per me è nato per caso e poi è diventato amore a prima vista. La mia prima moto è stata un'enduro, un Honda XLV che mi ha portato ovunque! Alla fine si era stancata e ho dovuto cercare una nuova moto, girando per i concessionari, il mio sguardo incrocia quello di una bellissima Cali rossa. Inutile dire che sia io che la mia dolce metà restiamo folgorati, chiediamo il costo...e anche lì restiamo folgorati...non potevamo permettercela. Guardando, girando e vedendo troviamo la mia attuale moto, Nevada Club rossa e nera. Bèh, inutile raccontarti il seguito. Io sono guzzista e la mia ragazza lo è + di me...guai a chi le tocca la Guzzi.

 

Un abbraccio a tutti, Nico.
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Sempre desiderato una moto... mai potuta averla.. soldi, prima... posto,
dopo.. infine ho tutto sia soldi che garage... ma ho anche 40 anni... da
giovane sognavo le custom, ma non mi sembrava il caso di andare in giro "appeso", "ci fosse ancora quella moto guzzi che aveva un mio amico.. cazzo cuccava alla grande" ma tantè.. inizio a guardarmi in giro .. provo una shadow .. bella ma non mi piace stare sdraiato non sento la moto sotto il mio controllo ... bella la viraghino ma non va proprio un cazzo ... un giorno in macchina con mia moglie ad un semaforo una coppia su di una moto ... beeellllaaa .. "guarda amore sembra comoda" ... "sembrano felici" ... assomiglia alla moto del mio amico di gioventù .. ma ... è una MOTO GUZZI cazzo la fanno ancora ... come si chiama?? Nevada Club 750 ...amore a prima vista?? non proprio, sicuramente Amore, ampiamente ricambiato,


nino su Marja
148° Soccorso Aquila

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Era lì,  su quel cavalletto centrale al centro della sala, blu, che mi
fissava col suo faro.
Non gli seppi resistere e fu la mia prima moto : nevada 750, era il 1996 e
io avevo 38 anni.
Tre anni dopo sul giornale mi folgora la jackal!, in una settima dò ( con
dolore)  la prima e inizio l'avventura con quella locomotiva grigio titanio
che in due anni mi porta a spasso per 43000km.
poi un giorno passo d'avanzti alla vetrina di un conc barese e vengo
letteralmente rapito da una V11 L.M. grigia. LA cosa mi manda in stato
confusionale, resisto quattro mesi, con atroci sofferenze, insonnie, cambi
repentini d'umore, mi chiedo sono totalmente partito o sono guzzista? :
risposta : in un altro conc. una V11 L.M. mi stramazza definitivamente mi liquefa quel pò di cervello rimasto, dò il mio amato jackal e incomincia la relazione tra mè e la mia profumatissima Le Mans rossa e grigia, che mò gli ho messo i coperchietti blu e sostituito l'antigraffio adesivo per panza, da serbatorio , trasparente, per cui è anche sexissima!
con affetto per tutti

giambattista ( Molfetta-BA)
soccorso aquila 133
dei "falchi lanari"

... gli amici non si lasciano mai indietro.

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Sarò breve e conciso. dopo anni di indecisioni e altre spese opto per un
regalo a me stesso: una moto.  realizzo che ducati triumph e HD non fanno al caso mio,  arriva per un seminario dove lavoro un tizio austriaco con una splendida jackal grigia. i miei colleghi mi dicono di smettere di sbavare e lo intervisto per ca. un'ora. sett. 01 ne compro una mia, dopo 10.000 km e vari mesi prendo pure la patente e ora a quasi 30.000 è amore per la vita...forse, poichè credo nella poligamia e la fedeltà non è il mio forte, il prossimo anno cerco una centauro.
Ho un vago ricordo di una coppia di amici dei miei con una california (erano i primi anni 80 ed ero un bambino) si sa l'imprinting...



Demetrio, da Reggello (FI) Soccorso Aquila n. 98

Sulla Strada con la Guzzi e con il Cuore

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Ho iniziato come passeggera, e dopo un inizio terrorizzante ci ho preso gusto. Come mi è venuta voglia di guidarne una? Tutto è successo l'anno scorso al giro delle Aquile. Io e Marcello siamo andati a Ravenna da dove partiva una delle tappe per salutare le staffette. Intanto che ero lì ho buttato l'occhio su una Nevada.

Mi son detta "quasi quasi mi ci siedo sopra". Paf! E' stato amore a prima vista! Ho detto "Marcello, voglio la Nevada! Comprami la Nevada!". Decidiamo di prenderla usata, visto che sarà la mia prima moto. Gira e rigira, non ne troviamo una decente nemmeno a pagarla a peso d'oro. Poi la fortuna: troviamo una Florida a 7 km da casa! La guardo e poi penso "cavolo questa è anche meglio della Nevada! Marcello, compra!"
Dopo un inizio incerto, perchè sono una zucca dura e a imparare ci è
voluto un bel pò, adesso vado come una scheggia! A quando una moto
nuova? Non lo so, sono troppo innamorata della mia Daisy Duck!



Katia e la sua V65 Florida "Daisy Duck"

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Mio padre era ufficiale dell'esercito (dico era perchè ora si gode la pensione). sempre in reparti operativi. mai in una sede stabile, son cresciuto coi pezzi della mia memoria sparsi per l'intero stivale. un giorno mio padre parte per un campo estivo sull'altipiano di asiago.
Noi non lo vedevamo mai, erano gli anni settanta e lui passava le notti sul confine slavo al comando dei suoi carri. e noi a casa. era estate e mia madre decide di fargli una sorpresa. ci imbarchiamo da udine con certi trenini scassi fino su ad asiago. prendiamo posto in una pensioncina e lo cerchiamo. tutto il viaggio me l'ero fatto con il cinturone stretto in vita, quello di mio padre, traccia labile della sua presenza nella mia vita, nei miei cinque anni affannati. mio padre corre da noi la sera e piomba davanzti all'alberghetto mentre io guardo tutte le divise che passano, spazzini compresi, cercando un segno d'appartenenza. e arriva davvero da spettacolo su un superalce che è suo e basta, che scoprirò lo segue ovunque, che lui ha imparato a far volare su quelle strade accennate appena.
L'aquila, voi lo sapete cos'è per ognuno di noi quell'aquila. ma io in quel momento ho creduto fosse prerogativa solo di quella moto lì.
Mi ha chiesto se volevo fare un giro e quella volta son riuscito a sussurrare solo un "che scemo che sei". lui è ripartito dopo cena e io la
notte l'ho passata a intuire quel rombo tra i boschi. poi sono venute le moto, tutte insieme, dal ktm al suzuki gsx 1100 r e sempre a passare dal concessionario guzzi e fermarmi e scuotere la testa. poi è venuto il v 7, poi la scorpacciata di centocinquantamila chilometri col cali tre  e stefania col suo v 50. per finire con la stone. e mio figlio ogni tanto mi dice "che scemo che sei" e io sorrido perchè in fondo spero che abbia anche lui una puttana passione da inseguire e mordere.



blughost
gallo cisalpino
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L'ho acquistata per caso, appena presa la patente A avevo il limite a 34cv, mi guardo un po' attorno e capisco che il massimo che mi posso permettere e' un 350 . . .ne cerco un po' in giro . . . trovo un Morini . . . 36 cv . . . cazzo, non va bene!
Finche' un giorno il mio vicino di casa motociclista a cui avevo chiesto
qualche info, mi suona il campanello e mi chiede "vuoi la mia? io la cambio!"
Nel giro di pochi giorni il passaggio e' fatto, 600.000 vecchie lire e tanti
lavori da fare, ma sono felicissimo.
Vabbe'. poi tutta la storia delle cure e dei primi viaggi qui non c'entrano
. . .passiamo al nocciolo della questione: come me ne sono innamorato, o meglio, perche'?
Beh, credo di essere una dimostrazione vivente di chi dice che "la moto ce la devi avere nel sangue" . . . io avevo la Guzzi nel sangue e ancora non lo sapevo!!! :-O
Dopo qualche mese dall'acquisto, in visita alla nonna a Reggio Emilia, papa' mi dice: "devi dirle che hai comprato la moto, altrimenti se ti fai di nuovo male come col 50ino e lo scopre cosi', si incazza con me!"
Cosi' alla prima occasione propizia, mi siedo sul divano accanto all'anziana nonna e mi avvicino al discorso con cautela, poi le butto li' "sai nonna, ho comprato di nuovo la moto . . ." mi aspettavo una bella strigliata, di quelle calme ma che ti ricordi a lungo, tipiche della mia nonna paterna, e invece niente  . . . silenzio . . . vari minuti ... poi, mi chiede (l'ultima cosa che mi aspettavo di sentirle dire): "che moto hai comprato?"
???
un attimo di indecisione, non capisco . . . tanto lei non conosce le moto .
. . cosi' mi tengo sul generico, cercando di sottolineare la piccola cilindrata nella speranza di tranquillizzarla . . . "una Guzzi . . . è una 350. . . " altro silenzio . . . comincio a preoccuparmi . . . adesso arriva la reazione . . . e invece, dopo alcuni minuti di silenzio, nuovamente, sempre senza dire nulla, la nonna si alza e va in camera. ???
la sento frugare in un cassetto (il classico cassettone delle nonne) e non
mi oso ad andare a vedere, rimango seduto sul divano ad aspettare . . . la mia attesa dopo poco viene premiata, la nonna rispunta da dietro la porta con un sacchettino in mano, un sacchettino di plastica, da cui ne estrae uno di carta scura (quello del pane), da cui a sua volta estrae un piccolo involucro di carta bianca, leggera, quasi carta velina, lo apre e porgendomi un paio di guanti di pelle scamosciati, di una pelle cosi' sottile e morbida che non capivo dove iniziavanzo i guanti e dove finivano le mani della nonna . . . dicevo . . . porgendomeli mi dice: "tieni . . . sono i guanti che il nonno usava tutte le mattine per andare a lavorare col suo Guzzino"
rimasi immobile, muto, senza parole, a ripensare al nonno di cui sono fiero di portare il nome, che attraversava tutte le mattine alle 6, con qualsiasi tempo e qualsiasi temperatura le campagne emiliane, per andare dalla sua Correggio, fino in ufficio in citta' . . . so che lui avrebbe apprezzato e che ancora oggi ogni tanto sale che con me sul mio Guzzolo . . .ce l'ho nel sangue, saro' fedele alla Guzzi per sempre, gliel'ho promesso ;-)



ciao, Joe
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Tre anni fa io e Fabry abbiamo venduto la sua Transalp perchè non riusciva più ad usarla. Dopo una settimana gli è venuta la voglia di ricomprare una moto e allora gira....."Prendiamo una custom..........." andiamo a vedere prima la Drag star, bella lucida colorata pomposa  proprio esagerata ma non arrivo nè al cambio nè al freno, il commesso ci dice che si può fare arretrare le pedane così posso guidarla anch'io.
Poi ci fa vedere la Virago, più piccola e simpatica ma ha qualcosa che non mi convince.
Proviamo in Honda in fondo lui ha sempre avuto Honda e andiamo a provare lo Shadow 800, bello e le pedane non sono molto lontane ma non ero convinta mentre lui si.
Poi compro un poco di riviste di moto, guardo le pubblcità e leggo i vari articoli per capire meglio e ad un certo punto ti vedo pagine intere di pubblicità di Moto Guzzi, c'era la Nevada Club, il California e la V 11 quella verde acido.
Guardo su internet e trovo la concessionaria proprio qui vicino e andiamo a vedere, era un sabato sera che pioveva da maledetti e c'era solo la commessa, in negozio, per altro molto piccolo c'erano 3 California e un Nevada e poi alcuni Kavatappi da strada.
Guardo la California EV, è stupenda ma per me è enorme, poi la Jackal proprio intrigante e dietro eccoti il Nevadino, era sul cavalletto centrale, mi avvicino e mi ci siedo ................................
Una folgorazione, delle altre non mi ricordo nè il manubrio nè il cruscotto ma di questa mi rimane impresso tutto, la amo alla follia ed è difficile non pensarci.
Veniamo via e il Fabry mia fa "si belle ma sono così vecchie e poi quei due cosi che escono di lato non mi sono mai piaciuti...." insomma ha smontato ogni mio entusiasmo e allora io cerco di non parlare più di moto, per me o lei o nessuna..
Dopo un mese circa che ogni tanto mi chiede e io rispondo sempre "fai come vuoi ma la Nevada mi è piaciuta di più..."
A fine aprile mi ha fatto la sorpresa di portarmi a casa la Nevadina anche
se non è mai stato contento e ha sempre criticato tutto e poi aveva sempre problemi.
Ma tanto lui non la guida................
Ora io e la mia Bimba abbiamo festeggiato 5.000 Km



Ciao e buona strada a tutti.
Romina Borgotti
Nevada 750 "Bimba"

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io la mia l'ho conosciuta nel retrobottega di un officina di uno stronzissimo meccanico di ferrara. era li che stava andando in ruggine e mi guardava supplicandomi di salvarla. me la sono portata via e piano piano la sto curando. ora sembra quasi guarita, anche se l'unica cura che funziona è la strada. Ce l'ho da un anno, ha già fatto circa 15000 km, ma mi sa che siamo solo all'inizio.
 

alessandro aloni

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non me ne sono innamorato , è solo!!!!!!!!!la mia amante!:) e poi mi sa che lei ha scelto me !

sav

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La passione per le moto è sempre stata viva in me, mai piaciute le moto veloci ma sempre affascinato! Ho iniziati con il Malagutu Fifty Top a 15 anni...... poi a 22 venni distratto da una Gilera CX e fu allora che capii che le moto sportive non erano per me..... io volevo una moto 4T, 350 cc (per via dei costi), comoda in due, e posizione di guida tipo il Fifty cioè turistica....... l'unica sul mercto dal degno nome di motocicletta era La Guzzi Nevada 350 (alternativa Kavasaki EL 252 ma non mi pareva all'altezza).
Così dal 1997 è nata la passione per l'aquila,  ci credete che non riesco a
cambiare ciclindrata perchè ci sono troppo affezionato? Al max me ne compero un'altra :-)))) Lamposss



MAx Ribes
Nevada 3.5 "Albatros"
Bitonto

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E' difficile dire quando è cominciata, forse perchè tutto ricade nei ricordi di bambino che l'età adulta rende confusi e più simili ai sogni.
In casa tutto era Guzzi, il lavoro del padre, l'attestato di anzianità del nonno, l'amicizia con l'ultima rimasta della famiglia del grande Carlo, i racconti di Lei del fratello, il correre fuori di casa mollando i compiti (e la madre che urla dietro) al rumore dello scarico aperto della bicilindrica da gran premio, l'emozione di provare il Dondolino ed infine la prima volta sulla Le Mans....
Ma è l'odore della benzina (rossa!) andata a male nel carburatore del Gambalunga in restauro nel garage vicino a casa dove un'omino buffo dal grande naso e dal grande cuore lavorava su Norge e Sport 14 a legarmi indissolubilmente a questa marca.
E poi finalmente "Lei": la 750S! Un'amore a prima vista, un colpo di fulmine, la felicità solida e concreta...e da allora pioggia, vibrazioni, acciacchi divenerro semplicemente parte del vivere in Guzzi.


Ric.

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Ho provato 1 sacco di moto sportive ma causa mia altezza bassina....facevo fatica a trovarne per me. Ho provato così la Virago e mi andava benissimo in quanto toccavo perfettamente con i piedi a terra ma....non era il mio ideale, non mi piaceva molto, non me la sentivo mia diciamo. Ho visto, in giro, poi 1 moto bellissima, color rossiccio con scritta oro (era il modello vecchio)che mi ha attirato subito, mi sono informata bene che moto fosse.....era la Nevada 750 club della Guzzi. Così ho voluto provare entrare anche in 1 concessionario Guzzi ed appena ho visto la Nevada,,,,, non so mi ha attirato quasi subito anche se non toccavo a terra bene come la virago, sembrava dicesse prendi me. Ho iniziato sedermi sopra e mi sentivo davvero....1 principessa. Ero raggiante ed ho detto a Mauri...la compro, voglio questa e poi è 1 Guzzi.
L'ho voluta nuova fiammante perche la moto deve nascere con me, dobbiamo capirci e conoscerci subito dall'inizio ed ora me la sento mia. L'amo tantissimo e l'adoro la mia ciccina ed ogni tanto le faccio pure i discorsi perche so che mi capisce, siamo 1 cosa unica.
Dovrei solo usarla 1 pò di+, questo sì.
Ma sono contenta del mio acquisto formidabile.


 

Fiore.

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Io penso di essere stato sempre innamorato della Guzzi ma non lo sapevo, era solo un pensiero, una forma vaga qualcosa che sai, ma non riesci a definire che ogni tanto spuntava fuori, ma non gli davo peso e non la valutavo come la passione che poi sarebbe cresciuta in me.
Finche l’anno scorso, un po’ in ritardo visto che ho 26 anni, finalmente è venuto il giorno in cui ho dovuto cambiare moto, ed in quel preciso istante mi tornò alla mente, prima in forma vaga poi sempre più insistente, un una sola moto, un solo marchio, Moto Guzzi.
Da quel momento anche le altre moto che prima guardavo con un certo interesse, sono diventate niente davanzti ai miei occhi e solo lei riusciva ad affascinarmi con il suo carico di storia, la sua linea unica, il suo carattere e la sua anima che poi è divenuta la mia.
In conclusione ho capito di aver trovato la mia moto, quella che fondamentalmente mi assomiglia.
Un saluto Mirko

PS: Un saluto a Romina Borgotti, perché anch’io chiamo la mia californi
“La mi’ Bimba”



Mirko Rossi
Pietrasanta (LU)
California Special Sport Alluminium
“La Bimba”
Soccorso Aquila 153

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Come mi sono innamoraro della guzzi?
Il ricordo è ancora impresso indelebile nella mia mente, papà aveva un guzzino con il cambio al serbatoio, alla sera quando arrivava lo appoggiava al muro, poi andava al bar che era di fronte alla ns casa. Io che non arrivavo ancora a toccare in terra riuscivo a metterlo in moto e appoggiandomi con la spalla al muro e partivo andando in giro per la campagna, il problema era fermarmi quando tornavo indietro; ma con un pò di fortuna e un pò di incoscienza riuscivo ad appoggiarmi al muro (ogni tanto mi raspavo un pò di spalla) e fermarmi.
Correva l'anno di grazia 1957 e avevo 11 anni da allora la mia vita di motociclista,( anche se inframezzata da qualche  qualche jap) l'amore per la GUZZI non è mai scemato, inprinting! bah! può darsi!
Per inciso io credevo che papà non sapesse nulla! non era cosi' GUZZISTA anche lui mi sapeva tutto e mi lasciava fare!! devo però dire che abitavamo in campagna e della parola  traffico allora non sapevamo neanche cosa fosse .


Gianfranco Cicconi+ "Berta"
Guazzi...............lamp(°!°):--------->

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Potevo avere 7-8 anni quando vidi per la prima volta una Guzzi (almeno
quella che ricordo). Abitavo a Torino e sotto casa mia c'era una agenzia
assicurativa. Di fronte all'ingresso, sopra il marciapiede faceva bella mostra di se un California  nuovo fiammante di colore bianco. Passavo sovente li davanzti per andare a comprare il pane. Non ci passavo vicino. La guardavo con riverenza, ammirazione e timore. Poi piu' nulla sino al 1994.
Sino ad allora le moto sono state tabu'. Si, il giretto con l'amico sul 125cc di nascosto dai miei che non volevano assolutamente (benche' mio padre fosse motociclista prima per necessita' poi per passione). Quindi nel 1994 mi compro per capriccio un 125 cc. Incontro un amico che si e' appena preso un V65C. Mi fa lo stesso effetto che mi faceva il California bianco dell'assicuratore.

Ma questa volta io sono grande e grosso quindi chiedo all'amico se mi fa fare un giro. In breve : dopo 1 anno io mi compro il V65C dall'amico che si compra un California II. Oggi ho un Jackal, ma quando vedo un California II mi sussulta il cuore.

Mi rammarichero' per sempre di non averlo posseduto.....


Angelo pz

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Finito il periodo di convalescenza, in cui la poveretta tossiva, zoppicava e ogni tanto si sedeva per riposare (la ruggine è l'artrosi delle motociclette)abbiamo cominciato a farci giri e viaggetti. il vero amore è scoppiato quando mi sono accorto che non la stavo semplicemente guidando.

La stavo suonando. Io ho un passato (che ogni tanto riaffiora) di musicista. Suono il violino, la chitarra e il basso elettrico. Me ne sono accorto sui tornanti della garfagnana. Dinamica. Come uno strumento
musicale costruito da un liutaio esperto. Rabbiose grida, veloci lilting, vellutati fraseggi. Uno strumento musicale. non un mezzo di trasporto.
All'arrivo dall'Amiata avevo la stessa sensazione che mi prendeva mentre scendevo dal palco dopo un concerto, con in più la metallica sensazione di motore/cardano/ammortizzatori. bellissimo. per questo non la cambio, anche se è della cosiddetta serie piccola, quella che vale poco, anche se sto spendendo cifre irragionevoli per metterla a posto.


ale "Stufatonante"

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BUM BUM BUM BUM

Mi sono innamorato della Guzzi a 9-10 anni  facendo gli inseguimenti in bicicletta con gli amici  lungo gli isolati di S Rita a Torino. Mettevamo delle cartoline pinzate sulla forcella in modo che sbattessero sui raggi (ne vedeto oggi bambini giocare cosi?) e facessero il rumore di un motore e gia allora la mia bici era assolutamente una  Graziella-Guzzi. Il motivo della passione per la Guzzi era il rumore inconfondibile del motore;  giocando in cortile  ogni volta che passava in strada una moto riuscivamo sempre a riconoscere le Guzzi (e anche altre 2 marche di cui non faccio i nomi) mentre le giapponesi risultavanzo completamente anonime e tutte uguali.     Per noi valevano solo queste tre moto .
Dovetti aspettare fino a 22 anni per poter mettere le mani sulla mia Guzzi, perche i miei genitori non volevano assolutamente comprarmi alcun mezzo a motore - nemmeno il ciao -, e messi insieme i primi soldi del 1 lavoro stabile caricai mio padre sulla macchina  - volevo la sua benedizione e lui non fece altro che scuotere la testa per tutto il tempo, rassegnato - e andammo al concessionario a fermare una 350 II usata che avevo visto, tocccato, annusato, controllato e ricontrollato una settimana prima.
Quando andai a ritirarla il concessionario mi chiese se sapevo dov'erano le marce o la frizione, ma io dissi ridendo che avevo letto mezza montagna di libri, riviste e depliant e che la moto la conoscevo benissimo. Girai la chiave, accesi e    via.  Ora  avevo la mia Guzzi.  Arrivato in corso Agnelli mi sembrava di averla sempre avuta.
Con questa moto ne ho fatta di strada,  inverno - estate... sempre in giro     e su quella sella......quante belle bambine ho portato su
e giu per la liguria...
L'anno scorso, dopo 18 anni e 160.000 km, l'ho venduta (!!) perche ho trovato una buona T4 ancora fresca e ora il motore, BUM BUM BUM, suona ancora meglio.
Ciao a tutti e buona strada.


Wakaputanga/Torino
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Dopo l'esperienza adolescenziale-giovanile dello scooter (la mitica Lambretta li 125 poi elaborata a 150 cc e siamo negli anni '60) ho avvertito netta la necessità di passare a qualcosa di più concreto, ma, come spesso accade, le idee arano alquanto confuse, i desideri molti ed i soldini (ahimè) pochi, inoltre l'adolescenza era già passata e la gioventù si stava trasformando in età adulta con tutte le conseguenze che una siffatta situazione poteva comportare (famiglia in formazione..... i figli piccoli..... il lavoro.. gli impegni), in pratica circa 10 anni trascorsi senza mezzo di locomozione a due ruote fatta eccezione per una breve parentesi (6 mesi) in cui ho posseduto una Honda CB Four 750... perché la parentesi fu breve? perché le idee cominciavanzo a diventare più chiare e quella moto (siamo negli anni '70) io non la giudicai a "misura d'uomo", mi serviva qualcosa di più tranquillo e di più rilassante, inoltre il tempo libero era dedicato tutto alla famiglia e se passeggiata doveva esserci si doveva farla in quattro (e come tutti sanno sulla moto, purtroppo, si va al massimo in due o ..... tre). Negli anni '80 finalmente la svolta da me tanto attesa..... I figli, per primi, hanno cercato nuovi lidi cui approdare, la compagnia dei genitori ormai ritenuta superata; la stessa "dolce metà" ha sentito più imperioso che mai il desiderio (orrore!!!!!) di starsene a casa ed è stato a quel punto che inevitabilmente l'antico spirito del giramondo libero, che ho sempre avuto dentro, benché represso,  è venuto fuori più imperioso che mai.
Cosa mi serviva? ma si... una custom, tranquilla. riposante, affidabile, di non molte pretese..... si, ma quale? la scelta era abbastanza problematica... c'era molto in giro.... il mercato Jap. era molto ben rappresentato, c'era anche qualcosa che veniva da oltre oceano... prodotti ben realizzati, ben pubblicizzati, invitanti..... si, ma.... avevano anche un'anima? un'anima? già, che ci azzecca l'anima? (direbbe qualcuno di nostra conoscenza), Ci azzecca..... ci azzecca... Innanzi tutto una moto è un mezzo individuale, e solo occasionalmente serve per trasportare qualcuno e per di più questo qualcuno deve partecipare alla guida quasi quanto voi, per cui è inevitabile che tra voi ed il mezzo si debba creare... come dire.. un certo affiatamento.... una certa corresponsione di sensazioni.....una certa intima connessione ...... Inoltre un prodotto che proviene da una realtà diversa dalla nostra non può che rispecchiare le tradizioni ed il modo di sentire di quelle realtà, per cui il rischio era quello di acquistare, ad esempio, una moto giapponese e provare quello che un giapponese prova quando va in moto... se mai l'avessi provato.... e la cosa, francamente, non mi interessava.
La scelta, quindi, doveva necessariamente cadere su un prodotto italiano.... ed ecco la MOTO GUZZI.... "Un fatto italiano che il mondo invidia", recitava allora uno slogan pubblucitario... per la verità c'era poco da invidiare.... rifiniture approssimative, niente che attirasse prepotentemente l'attenzione, luccichii e cromature in vile plastica.... difetti nell'accensione.... cambio, dai più. criticato..... vibrazioni dappertutto.... bah, pensai, niente è perfetto su questa terra, almeno qui i difetti sono evidenti, scopriamo ora i pregi...... e acquistai una Moto Guzzi 350 Florida bianca con splendidi filetti rosso-oro sul serbatoio ed i parafanghi cromati. E' stata una folgorazione, un amore in 24 ore, tanti quanti ci sono voluti per percorrere i primi 800 km. L'intesa era quella giusta e quella che mi aspettavo che fosse i "difetti" poi si rivelarono ben presto essere dei pregi che servivano a farmi conoscere più a fondo il mezzo che stavo guidando. Le rifiniture solo in apparenza approssimative si rivelarono funzionali al modo di essere della moto, il cambio, tanto criticato, era invece un organo che richiedeva attenzione e comprensione e solo allora dava il massimo di sé in prontezza e precisione... le vibrazioni, poi erano necessarie per "sentire" la moto... in pratica scoprii con soddisfazione che, come in ogni cosa umana, se io ho bisogno di una cosa anche questa cosa ha bisogno di me per esistere e per durare e per farlo non avevo bisogno di rivolgermi a specialisti del settore..... era tutto lì a portata di mano ben visibile e ben individuabile.
Ma le necessità dell'uomo, si sa,  sono in continua evoluzione. La Florida mi ha introdotto nel mondo della Guzzi ma aveva necessariamente dei limiti puramente meccanici non certo di generosità: era stata progettata e costruita per eseguire spostamenti di max 400-500 km  in un giorno..... e a me serviva qualcos'altro di più impegnativo pur conservando la stessa filosofia di affidabilità e sentimento. Così passai Florida al figlio più grandicello e approdai al California III con carena integrale(1991). Qui l'intesa è stata perfetta fin da subito. Con lei ho avuto e continuo ad avere tante avventure e non sono mai stato tradito, con lei ho vissuto i momenti più belli del mio essere motociclista, abbiamo percorso le strade meravigliose di tutta Europa, abbiamo affrontato le tempeste gelide dei paesi del nord,  abbiamo spaziato per le sterminate pianure russe e per gli infuocati altopiani siciliani e mai un cedimento..... mai un lamento....... mai un'incertezza: 166.000 Km percorsi in tutta tranquillità e serenità. cadute 2.... ma ci siamo rialzati per continuare a vivere la nostra meravigliosa avventura.


Sivilli Vito Michele
Soccorso Aquila 124
Falco Lanario

Sulla strada con la Guzzi e con il cuore......
....un amico non si lascia mai indietro.
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Ho iniziato la mia carriera su due ruote alla "veneranda " eta' di 35 anni e mi ha tenuto a battesimo una inossidabile Vespa PX 150 . Dopodiche' sono passato ad un V35II  il quale mi ha iniziato ai Misteri del mondo Guzzi : un mondo fatto di gioie e dolori. E' difficile riportare in parole la sensazione piacevole che trasmette una Guzzi quando , con il suo caratteristico borbottio , ti porta in giro senza fretta.L' altra faccia pero e' fatta di piccoli/grandi fastidi che mettono a dura prova la tua fede come quando una valvola decide di andare a fare un giro per il cilindro con conseguenze che potete ben immaginare il tutto nel bel mezzo di una galleria in autostrada. Ma quando e' venuto il momento di cambiare moto anche io sono rimasto vittima della "piccolina " di casa Guzzi in particolare modo di una bellissima Nevada color Beige che mi ha incantato con lo scintillio delle sue cromature. Ha dimostrato di avere il suo bel caratterino lasciandomi a piedi perche ' la spia della riserva si e' fulminata ma il suo quieto "ronfare" che si trasforma in "ruggito" all' aprire del gas ti ripaga ampiamente di tutto.
Sono passati solo tre mesi da quando ne sono venuto in possesso ma ci sono tutti presupposti perche' questa sia un' unione che durera' molto molto tempo.


Francesco

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Scrivo MARIO GP per distinguermi da altri Mario più importanti, ma che come me viaggiano con due telefonini.
Non è timidezza il mio silenzio. E' solo consapevolezza di essere un po' diverso ( ...non in quel senso ) e poi anche a causa del fatto che, durante la settimana, sono molto impegnato nell'ufficio di Losanna. Come sai il mio lavoro consiste nel comprare petrolio greggio dai paesi produttori e di venderlo a varie raffinerie. Ho iniziato a lavorare nel 1968 e nel 1976  sono passato a questo strano mestiere che, fra altissimi e bassissimi mi sta ancora facendo compagnia. Come le mie moto ! E qui potrei raccontare come, ALLA FINE, mi sono innamorato delle MOTO GUZZI.
Nacqui nel 1946. Nel 1965 imparai a condurre una moto con una HONDA 750 FOUR di un amico generoso. La mia prima fu una HONDA 500 FOUR tinta castagna, molto maneggevole!  A quei tempi facevo l'insegnante e, durante le lunghe vacanze estive, con lei andai per due anni di seguito in Marocco ed in Turchia. Nel gruppo c'erano oltre all' HONDA 750 dell'amico, un'altra HONDA 500 verde, una BSA ed un BMW 75/5. Ogni 200 km ci dovevamo fermare per tendere la catena delle HONDA; quello della BSA stringeva i vari dadi che a volte perdeva per strada e quello della BMW, dopo averla spolverata sbuffava. L'anno successivo decidemmo di tornare in Marocco. La prima volta ci eravamo attardati in Spagna; questa volta volevamo andare molto più a SUD. L'amico del BSA si presentò con una MOTO GUZZI, se ricordo bene un V7 amaranto. Io ero passato ad una BMW 75/6 argento, non adatta al percorso come le future enduro, ma più delle HONDA. Strada facendo, incominciai ad invidiare l'amico del probabile V7; avevo la sensazione che quella moto avesse più anima della mia. Disgraziatamente, su una pista vicino a Zagora, il motore della GUZZI prese fuoco. Un pò di panico, un grande spettacolo tra le dune, poco danno. Tuttavia una piccola delusione che mi fece ancora più apprezzare la mia scelta. Arrivò il matrimonio. Prime vacanze in moto in Trentino, in Svizzera. Poi un anno di lavoro a New York. Poi la prima figlia. Insomma la moto non serviva più. La usavo solo perchè volevo. Nel 1883 la cambiai con una R100 nera( sempre BMW ), ma negli anni successivi feci pochissimi chilometri. Poi un secondo figlio e poi, a sorpresa, il divorzio, sofferto, subito, ecc..Un periodo di crisi sul lavoro e di tensione per mantenere il rapporto con i figli. E poi via, un nuovo periodo di semilibertà. Un mio caro amico, un giorno di quest'anno, mi racconta di essersi letteralmente innamorato di una MOTO GUZZI 500 V bitubo. Me ne mostra le foto, mi confessa di averla comprata: è bellissima, ma non mi fa battere il cuore. Due giorni dopo mi chiama e mi dice di non aver dormito la notte. Gli hanno offerto una GTV 500 bitubo, più bella della sua ed ad un prezzo più basso. Andiamo a vedere la moto. E' in una cascina di una frazione di Cuneo. I parenti del vecchio proprietario togliendole le coperte, iniziano a raccontarmi la storia. Il proprietario che era medico condotto, la comprò nel gennaio del 1938, ma, qualche anno dopo, i partigiani gliela requisirono. Quando, dopo la liberazione, il dottore ritrovò la moto in un bosco, cercò di farla riparare in loco, ma, alla fine, decise di mandarla a Mandello. Così, nel 1945, venne completamente restaurata dalle stesse mani che l'avevano costruita.
Era stupenda ! Non aveva nessuna importanza la piccola scrostatina sul serbatoio, nè il cavalletto un pò lasco. Dove mai potevo trovare una moto di 65 anni, che aveva partecipato alla lotta partigiana ed ancora così bella ( anche dal punto di vista tecnico ), sfavillante ed efficiente. Nonostante la forte compressione partì al primo colpo. Feci un giro di prova, senza casco, senza assicurazione. Tornai entusiasta. Da allora partecipo ai vari raduni MOTO GUZZI storiche e ad alti per moto anteguerra. Ho persino ricevuto vari premi. Forse all'archivio storico di Mandello quando sentono il mio nome sbuffano, ma mi sto facendo una cultura. Anche se lavoro in Svizzera, sono di Genova e là ho avuto la fortuna di sentire raccontare vari aneddoti interessanti da un parente del vecchio Parodi cofondatore. 
E poi l'appetito vien mangiando: un paio di mesi fa ho avuto un'intuizione: mi sono lanciato nel nostro bellissimo profondo sud ed ho acquistato una SPORT 15 eccezionalmente conservata. Dovrò eliminare alcuni amenicoli fantasiosi, ma presto la farò partecipare ai raduni. 
Sono certo di aver esagerato, si sa..  sono sempre stato prolisso.
Mi hai detto di presentarmi. Ecco, spero che basti per oggi !

Torno ai miei carichi . Ciao a te ed a tutta la compagnia !!


Mario G. Pezzana
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...mi ricordo ancora la California T3 che incontravo ogni domenica parcheggiata vicino al Catalano (bar vicino casa dove mi trattenevo all'età di 6/7 anni) e poi la S3 e la Le Mans,credo sempre dello stesso proprietario, mi hanno convinto che da grande avrei avuto una GUZZI. Infatti all'età di 35 ho coronato il mio sogno con l'acquisto della mia prima GUZZI. Ora che ho acquistato la Le Mans il cerchio si è chioso possedendo ciò che veramente sognavo. Se avrò la possibilità credo che cercherò di avere più GUZZI possibili e non credo che cambierò mai marchio.


A presto Michele e La Rossa
 

  

 


 
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Re: Come mi sono innamorato della Guzzi (Voto: 1)
di Airone il Sabato, 22 novembre
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Non ho ancora letto il racconto che, sono certo, sarà molto interessante.... ma per ora ti dico che..... non si vede neppure una delle foto!
Spero che tu possa intervenire e che si possano ammirare presto... Ciao!
Enrico-Airone



Re: Come mi sono innamorato della Guzzi (Voto: 1)
di Igino il Sabato, 11 settembre
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Avevo 8/10 anni, mio padre aveva ereditato un guzzi 65 o 75 non ricordo a tre marcie a bachetta, rosso, con l' aquila gialle in bella mostra.
Fu subito amore, io scorazzavo nei prati felice, come una pasqua. Il tempo passa, cresco, ma nella vita non tutto va' per il giusto verso, la moto non arriva, aspetto con pazienza, intanto continuo a seguire a leggere ad essere informato sulla guzzi, ma la moto non arriva, poi dopo 25 dico 25 anni d'attesa arriva la guzzi nevada ed è una soddisfazione immensa.
E ora comincia l' avventura.



Re: Come mi sono innamorato della Guzzi (Voto: 1)
di GT il Lunedì, 03 luglio
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Tutto iniziò negli anni settanta, quando io piccolino mio padre sbavava per ogni guzzi che vedeva passare: guarda che linea quei cilindri a v di 90°, diceva. Io pensavo fosse solo una delle sue stupide fissazioni. Cinque o sei anni fa passai davanti ad un concessionario Guzzi e rimasi più di un'ora inchiodato davanti alla vetrina ad ammirare un piccolo V35C che al centro della sala sembrava guardarmi ed ammiccarmi. Lei mi aveva scelto. Aspettai con pazienza l'orario di apertura del concessionario e gli lascia l'acconto per la bimba.
Imparai subito a metterci le mani perchè non andava troppo bene e il meccanico guzzi mi estorceva fior di quatrini per ogni fessereia. Ma quando ci salivo mi sentivo il padrone del mondo. Son queste le sensazioni che una moto mi deve dare, questo è il rumore che voglio udire, e queste son le vibrazioni che voglio sentire, mi son sempre detto.
Adesso è passato qualche anno e di guzzi ne ho tre, tutte anni 80 a carburatore, mio fratello ne ha 4 o 5....ho perso il conto e anche papà finalmente ha comprato la sua prima guzzi all'età di 65 anni...un V50 polizia, che ancora non ha avuto il coraggio di guidare, gli basta averla nel porticato e vederla ogni volta che esce di casa!

Elvio



Re: Come mi sono innamorato della Guzzi (Voto: 1)
di rotondo il Lunedì, 20 agosto
(Info Utente | Invia un Messaggio)
il mio amore per la guzzi....... direi che è innato, da quando ero poco più che un bimbo quando si parlava di moto, la guzzi era il massimo.
Diciotto anni, disoccupato con qualche lavoretto saltuario, il mio primo mezzo di locomozione è stata una vespa 125, un anno dopo il grande salto: una vespa 150 di 4° mano pagata all'epoca (anno 1982) £ 400.000; spensierato e spericolato, ho consumato le pedane a furia di piegare, quando si "giocava" con gli amici nessuno scommetteva con me e mi mettevano "fuori gara", potevo partecipare ma non veniva conteggiata la mia prestazione, finchè un giorno.... ho assaggiato la terra, (già la terra, non lasfalto ma uno sterrato di sassi e ghiaia che mi è costato 48 punti sul viso e la vespa praticamente distrutta). passano gli anni, la vespa è sempre li che pare mi chieda:"quando andiamo a farci un giro?" a distanza di dodici anni mi decido di spenderci un po soldi e rimetterla a posto; non sono più l'autista di un tempo: HO PAURA!!! ci metto un po di tempo a realizzare che la caduta ha lasciato il segno e non sarò MAI più in grado di fare quel che facevo prima ma non mi preoccupo, ritengo di essere ancora un autista "accettabile" e forse anche per l'età. non mi interessa più piegare sino all'etremo, quel che so è che la vespa mi sta stretta, nonostante sia stata e sia ancora molto importante a livello affettivo. Mi affaccio sul mercato dell'usato viste le mie condizioni economiche e mi capita tra le mani un suzuki 1100 gsx-r dove la r sta per "versione sportiva", una bella differenza dalla vespa: una specie di missile viaggiante che dopo appena una settimana rimetto in vendita realizzando che non è una moto per me.
Altro incidente, fortunatamente ero praticamente fermo, un'auto non si ferma allo stop, mi taglia la strada e... giù per terra; mi convinco che la scelta di venderla è quanto mai azzecata, dopo circa una settimana vengo contattato da un probabile acquirente che mi fa: " sarebbe interessato a permutarla con un guzzi 350?" GUZZI???? non chiedo nemmeno quale modello sia, prendiamo appuntamento per la visione del suzukie in un batter d'occhio concludiamo l'affare: si tratta di una V35 c MERAVIGLIOSA, praticamente tutta originale con la quale inizio ad andare giornalmente al lavoro (130 km tra andata e ritorno) è una bella moto ma chiaramente per la sua cilindrata ha i suoi limiti; problemi di spazio non mi permettono di tenerla altrimenti lo avrei fatto, a malincuore la metto in vendita e prendo una nevada 750 (praticamente ho fatto uno scambio in quanto l'ho pagata 200 € in più rispetto al ricavato del 350) bella la nevada, solo un piccolo difetto: è corta per me, dopo circa un'ora di viaggio mi viene male alla schiena, cerco in tutti i modi di "adattarmi" ma non c'è verso e nel cuore coltivo sempre il sogno del california. Mio figlio di 17 anni è praticamente innamorato del nevada e a me non dispiace affatto di crescere un altro guzzista. dapprima metto la nevada in vendita ma sinceramente non ho nessuna intenzione di darla infatti chiedo delle cifre molto al di sopra della sua valutazione, poi d'accordo con un mio fratello che la userà sino a quando non potrà mio figlio decido di tenerla e nel frattempo mi metto alla ricerca di un california; non mi dilungo troppo, ma il 23 luglio di quest'anno o acquistato un california jackal del 2001 e........... il 3 agosto sono partito per il FINITA: raduno finlandia italia (quest'anno in finlandia, il prossimo in italia) per rientrare il 15 con ben 7500 km percorsi e..... felice più che mai del mio jackal. che dire: il mio amore innato per la guzzi è stato ben ripagato!!!
ciao a tutti



Re: Come mi sono innamorato della Guzzi (Voto: 1)
di ledcloud il Lunedì, 24 settembre
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://ledcloud.blog.tiscali.it/
La mia prima Moto Guzzi... vevo circa 6 anni e me la regalarono al compleanno, un modellino della V7 in dotazione alla Polizia Stradale con tanto di cupolino, borse laterali ed antenna senza dimenticare l'altoparlante sul manubrioed il telefono. Quel modellino è passato di mano in mano a tutti i miei nipoti, tanti, ed oggi lo conservo ancora a casa di mia madre. Anzi è lei che lo conserva. Piaceva anche a mio padre che ai suoi tempi aveva una Gilera (racconta mio fratello).
A 41 anni questa passione è esplosa come un vulcano a riposo. Ed arde in tutto il mio corpo.



Re: Come mi sono innamorato della Guzzi (Voto: 1)
di ledcloud il Mercoledì, 24 ottobre
(Info Utente | Invia un Messaggio) http://ledcloud.blog.tiscali.it/
A prima vista. Entrato dal conc ci siamo guardati. Lei mi ha sorriso, e sorrideva mentre girando sfioravo la Breva, la Cali, la Norge. Non ho tolto lo sguardo da Lei neanche per un attimo. Sembrava che già sapesse che ero entrata per Lei. Non c'è stato verso anche il destino era favorevole a quell'incontro, era destino appunto. Oggi con Lei sorrido al sole e le canto le mie canzoni mentre curva dopo curva sento la passione salire.
Nevada & Ledcloud



Re: polki (Voto: 1)
di modulaer il Giovedì, 18 giugno
(Info Utente | Invia un Messaggio)
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