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Roma...anni sessanta...avevo
circa 7/8 anni, quasi tutte le domeniche mio padre ci portava, me e mio
fratello, a Villa Borghese o al Pincio per passare la mattinata al parco;
Villa Borghese...li' ho visto per la prima volta, in un cinema di legno,
che funzionava solo la domenica mattina con un unico spettacolo, i cartoni
animati di Tom & Jerry, li' ho imparato ad andare in bicicletta senza
ruotine, veramente una bicicletta con le ruotine non l'ho mai avuta,
quindi li' sono salito per la prima volta su una bicicletta ed in una
mattinata ho imparato ad andare in bicicletta; i viali, gli alberi, i
Carabinieri a cavallo come quelli che si vedevano sulle copertine delle
riviste di quei tempi o sui calendari di oggi, come il film di Manfredi.
Il percorso da casa a Villa Borghese
si faceva in autobus anzi filobus, a quei tempi a Roma c'erano filobus e
tram, qualche volta l'autista si fermava ed il bigliettaio, esisteva il
bigliettaio, come nel film di Fabrizi, scendeva e rimetteva a posto il
pantografo che era scappato via dal filo e penzolava sul tetto, poi si
ripartiva, il mio posto preferito era d'avanzti, come tutti i bambini
immagino, di fianco all'autista, guardavo la strada, le poche macchine che
circolavanzo ed i movimenti dell'autista, qualche volta capitava
d'incrociare uno squadrone di Corazzieri in alta uniforme, elmo con la
coda che fluttuava o che ricadeva sulle spalle, corazza scintillante,
guanti bianchi e stivaloni fin sopra il ginocchio, neri, cavalcavanzo quasi
sempre cavalli bianchi, era un'emozione unica, circa venti di questi
Cavalieri che avanzzavanzo, busto eretto, volto in avanzti, serio, il suono
acuto degli zoccoli sull'asfalto mi faceva sognare, sogni che mi portavanzo
indietro come se mi trovassi nel Medio Evo, ci si sentiva...protetti,
eccoli i nostri difensori i nostri eroi...pensavo, come puo' pensare un
bambino di 7 anni.
Una mattina...li vidi...uno
squadrone, di uomini in un'impeccabile divisa blu' casco, occhialoni,
guanti neri ed immancabili stivali fino al ginocchio, erano disposti a
punta di freccia e circondavanzo una macchina anch'essa blu',
procedevano piano quasi al rallentatore, anzi non erano loro che andavanzo
lenti era tutto cio' che li circondava che rallentava, sembrava che il
mondo rallentasse la sua corsa su se stesso per poter ammirare quella
magnificenza che avanzzava, eretti, volto in avanzti, erano un muro
impenetrabile, perfetti nel loro schieramento, nonostante i finestrini
chiusi del filobus si sentiva un rombo armonioso che si avvicinava,
quel..."rumore" era musica, il crescendo di un concerto di musica
classica, come "La cavalcata delle Walchirie" o "Il Bolero" un rombo che
ti scuoteva il petto ma che per le orecchie era un ritmo piacevole sempre
piu' forte man mano che si avvicinava, la fonte di quella piacevole musica
veniva dai loro "destrieri" non stupendi cavalli bianchi ma
stupendi cavalli metallici, non sapevo cosa fossero ma ne restai
incantato, i miei occhi si incollarono su quelle cavalcature scintillanti
e dal suono armonioso che ......incuteva rispetto.
Erano blu', lucide, imponenti, non
le persi di vista neanche un secondo, in quei brevi attimi di totale
estasi si accese in me una scintilla che diede vita ad un fuoco, il fuoco
della passione per quel destriero che prima o poi sarebbe stato
mio.
Nessun'altra moto mi faceva girare
prima che arrivasse, i rumori delle altre non mi attraevano, la musica, lo
stile e l'imponenza di quella moto invece mi facevano tremare di
desiderio, dovevo vederla prima che scomparisse in mezzo al traffico o
dietro qualche curva.
Da allora, per me, andare a Villa
Borghese o comunque girare per Roma significava essere alla continua
ricerca del passaggio di quelle moto fantastiche, speravo sempre di
incrociare qualche scorta per assaporare il piacere di vederle.
Molto dopo scoprii che quelle erano
delle Moto Guzzi e...purtroppo solo all'eta di 41 anni sono riuscito a
comprare la mia prima moto, un'850GT del '72 che curo come un figlio e con
cui giro, da quest'anno anche d'inverno.
Non me ne separero' mai, nella mia
vita ci saranno solo e sempre Moto Guzzi ma questa e' e sara' speciale,
sara' sempre con me e quando vado in giro con lei assaporando tutte le
gioie che sa darmi, se vedo un bambino che mi guarda sorrido e lo saluto
come se salutassi me stesso quella volta sul filobus.
Grazie a tutti voi che condividete questa passione.
Ciao
Marco Simone Bologna 850GT '72
152° membro Soccorso Aquila
(Emilia Romagna – Bologna)
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All'età di dodici anni incontrai una 850 T3 California, che allora era una
moto nuovissima.
Antonino da CN
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Bella domanda!!
il fatto è che non mi sono mai innamorato di Guzzi................semplicemente non conosco l'esistenza di altre robe!!
e poi........ci sarà pure un motivo se, chiusa la Morini, le uniche
ad avere la scritta " MOTO " bene in evidenza sul serbatoio sono
rimaste le nostre piccole!
ciccioVolante
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Mio padre era un daziere motociclista , sia con il Falcone 500 che con la
stessa con il sidecar e , da quando avevo circa otto anni mi faceva
scorrazzare su quelle splendide moto sempre tirate a lucido.... ci lavorava
estate e inverno con ogni tempo.
La mia prima moto è stato un Airone 250 sport.....l'avessi ancora !!!
poi un N.Falcone civile ....e via per questa lunghissima e splendida strada.
Sono 33 anni che viaggio in moto , la uso quasi ogni giorno è sempre una
nuova emozione.
Il tuono ci guidi , il lampo ci illumini la strada
ICE su Florida 650 (89) " Redwing "
160° Soccorso Aquila
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Per me è nato per caso e poi è diventato amore a prima vista. La mia prima
moto è stata un'enduro, un Honda XLV che mi ha portato ovunque! Alla fine si era
stancata e ho dovuto cercare una nuova moto, girando per i concessionari, il mio
sguardo incrocia quello di una bellissima Cali rossa. Inutile dire che sia io
che la mia dolce metà restiamo folgorati, chiediamo il costo...e anche lì
restiamo folgorati...non potevamo permettercela. Guardando, girando e vedendo
troviamo la mia attuale moto, Nevada Club rossa e nera. Bèh, inutile raccontarti
il seguito. Io sono guzzista e la mia ragazza lo è + di me...guai a chi le tocca
la Guzzi.
Un abbraccio a tutti, Nico.
--------------------------------------------------------------------------------------Sempre desiderato una moto... mai potuta averla.. soldi, prima... posto,
dopo.. infine ho tutto sia soldi che garage... ma ho anche 40 anni... da
giovane sognavo le custom, ma non mi sembrava il caso di andare in giro
"appeso", "ci fosse ancora quella moto guzzi che aveva un mio amico.. cazzo
cuccava alla grande" ma tantè.. inizio a guardarmi in giro .. provo una
shadow .. bella ma non mi piace stare sdraiato non sento la moto sotto il
mio controllo ... bella la viraghino ma non va proprio un cazzo ... un
giorno in macchina con mia moglie ad un semaforo una coppia su di una moto
... beeellllaaa .. "guarda amore sembra comoda" ... "sembrano felici" ...
assomiglia alla moto del mio amico di gioventù .. ma ... è una MOTO GUZZI
cazzo la fanno ancora ... come si chiama?? Nevada Club 750 ...amore a prima vista?? non proprio, sicuramente Amore, ampiamente ricambiato,
nino su Marja
148° Soccorso Aquila
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Era lì, su quel cavalletto centrale al centro della sala, blu, che mi
fissava col suo faro.
Non gli seppi resistere e fu la mia prima moto : nevada 750, era il 1996 e
io avevo 38 anni.
Tre anni dopo sul giornale mi folgora la jackal!, in una settima dò ( con
dolore) la prima e inizio l'avventura con quella locomotiva grigio titanio
che in due anni mi porta a spasso per 43000km.
poi un giorno passo d'avanzti alla vetrina di un conc barese e vengo
letteralmente rapito da una V11 L.M. grigia. LA cosa mi manda in stato
confusionale, resisto quattro mesi, con atroci sofferenze, insonnie, cambi
repentini d'umore, mi chiedo sono totalmente partito o sono guzzista? :
risposta : in un altro conc. una V11 L.M. mi stramazza definitivamente mi
liquefa quel pò di cervello rimasto, dò il mio amato jackal e incomincia la
relazione tra mè e la mia profumatissima Le Mans rossa e grigia, che mò gli
ho messo i coperchietti blu e sostituito l'antigraffio adesivo per panza, da
serbatorio , trasparente, per cui è anche sexissima!
con affetto per tutti
giambattista ( Molfetta-BA)
soccorso aquila 133
dei "falchi lanari"
... gli amici non si lasciano mai indietro.
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Sarò breve e conciso. dopo anni di indecisioni e altre spese opto per un
regalo a me stesso: una moto. realizzo che ducati triumph e HD non fanno al
caso mio, arriva per un seminario dove lavoro un tizio austriaco con una
splendida jackal grigia. i miei colleghi mi dicono di smettere di sbavare e
lo intervisto per ca. un'ora. sett. 01 ne compro una mia, dopo 10.000 km e
vari mesi prendo pure la patente e ora a quasi 30.000 è amore per la
vita...forse, poichè credo nella poligamia e la fedeltà non è il mio forte,
il prossimo anno cerco una centauro.
Ho un vago ricordo di una coppia di amici dei miei con una california (erano
i primi anni 80 ed ero un bambino) si sa l'imprinting...
Demetrio, da Reggello (FI) Soccorso Aquila n. 98
Sulla Strada con la Guzzi e con il Cuore
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Ho iniziato come passeggera, e dopo un inizio terrorizzante ci ho
preso gusto. Come mi è venuta voglia di guidarne una? Tutto è
successo l'anno scorso al giro delle Aquile. Io e Marcello siamo
andati a Ravenna da dove partiva una delle tappe per salutare le
staffette. Intanto che ero lì ho buttato l'occhio su una Nevada.
Mi
son detta "quasi quasi mi ci siedo sopra". Paf! E' stato amore a
prima vista! Ho detto "Marcello, voglio la Nevada! Comprami la
Nevada!". Decidiamo di prenderla usata, visto che sarà la mia prima
moto. Gira e rigira, non ne troviamo una decente nemmeno a pagarla a
peso d'oro. Poi la fortuna: troviamo una Florida a 7 km da casa! La
guardo e poi penso "cavolo questa è anche meglio della Nevada!
Marcello, compra!"
Dopo un inizio incerto, perchè sono una zucca dura e a imparare ci è
voluto un bel pò, adesso vado come una scheggia! A quando una moto
nuova? Non lo so, sono troppo innamorata della mia Daisy Duck!
Katia e la sua V65 Florida "Daisy Duck"
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Mio padre era ufficiale dell'esercito (dico era perchè ora si gode la
pensione). sempre in reparti operativi. mai in una sede stabile, son
cresciuto coi pezzi della mia memoria sparsi per l'intero stivale. un giorno mio
padre parte per un campo estivo sull'altipiano di asiago.
Noi non lo vedevamo mai, erano gli anni settanta e lui passava le notti sul
confine slavo al comando dei suoi carri. e noi a casa. era
estate e mia madre decide di fargli una sorpresa. ci imbarchiamo da udine con
certi trenini scassi fino su ad asiago. prendiamo posto in
una pensioncina e lo cerchiamo. tutto il viaggio me l'ero fatto con il cinturone
stretto in vita, quello di mio padre, traccia labile della sua
presenza nella mia vita, nei miei cinque anni affannati. mio padre corre da noi
la sera e piomba davanzti all'alberghetto mentre io
guardo tutte le divise che passano, spazzini compresi, cercando un segno
d'appartenenza. e arriva davvero da spettacolo su un
superalce che è suo e basta, che scoprirò lo segue ovunque, che lui ha imparato
a far volare su quelle strade accennate appena.
L'aquila, voi lo sapete cos'è per ognuno di noi quell'aquila. ma io in quel
momento ho creduto fosse prerogativa solo di quella moto lì.
Mi ha chiesto se volevo fare un giro e quella volta son riuscito a sussurrare
solo un "che scemo che sei". lui è ripartito dopo cena e io la
notte l'ho passata a intuire quel rombo tra i boschi. poi sono venute le moto,
tutte insieme, dal ktm al suzuki gsx 1100 r e sempre a
passare dal concessionario guzzi e fermarmi e scuotere la testa. poi è venuto il
v 7, poi la scorpacciata di centocinquantamila chilometri
col cali tre e stefania col suo v 50. per finire con la stone. e mio figlio
ogni tanto mi dice "che scemo che sei" e io sorrido perchè in
fondo spero che abbia anche lui una puttana passione da inseguire e mordere.
blughost
gallo cisalpino
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L'ho acquistata per caso, appena presa la patente A avevo il limite a
34cv,
mi guardo un po' attorno e capisco che il massimo che mi posso permettere
e' un 350 . . .ne cerco un po' in giro . . . trovo un Morini . . . 36 cv . . . cazzo, non
va bene!
Finche' un giorno il mio vicino di casa motociclista a cui avevo chiesto
qualche
info, mi suona il campanello e mi chiede "vuoi la mia? io la cambio!"
Nel giro di pochi giorni il passaggio e' fatto, 600.000 vecchie lire e tanti
lavori
da fare, ma sono felicissimo.
Vabbe'. poi tutta la storia delle cure e dei primi viaggi qui non c'entrano
. . .passiamo al nocciolo della questione: come me ne sono innamorato, o
meglio, perche'?
Beh, credo di essere una dimostrazione vivente di chi dice che "la moto ce
la
devi avere nel sangue" . . . io avevo la Guzzi nel sangue e ancora non lo
sapevo!!! :-O
Dopo qualche mese dall'acquisto, in visita alla nonna a Reggio Emilia, papa'
mi dice: "devi dirle che hai comprato la moto, altrimenti se ti fai di nuovo
male come col 50ino e lo scopre cosi', si incazza con me!"
Cosi' alla prima occasione propizia, mi siedo sul divano accanto all'anziana
nonna e mi avvicino al discorso con cautela, poi le butto li' "sai nonna, ho
comprato di nuovo la moto . . ."
mi aspettavo una bella strigliata, di quelle calme ma che ti ricordi a
lungo, tipiche
della mia nonna paterna, e invece niente . . . silenzio . . . vari minuti ... poi, mi
chiede (l'ultima cosa che mi aspettavo di sentirle dire): "che moto hai
comprato?"
???
un attimo di indecisione, non capisco . . . tanto lei non conosce le moto .
. . cosi'
mi tengo sul generico, cercando di sottolineare la piccola cilindrata nella
speranza
di tranquillizzarla . . . "una Guzzi . . . è una 350. . . "
altro silenzio . . . comincio a preoccuparmi . . . adesso arriva la reazione
. . . e invece,
dopo alcuni minuti di silenzio, nuovamente, sempre senza dire nulla, la
nonna si alza
e va in camera.
???
la sento frugare in un cassetto (il classico cassettone delle nonne) e non
mi oso
ad andare a vedere, rimango seduto sul divano ad aspettare . . . la mia
attesa
dopo poco viene premiata, la nonna rispunta da dietro la porta con un
sacchettino
in mano, un sacchettino di plastica, da cui ne estrae uno di carta scura
(quello
del pane), da cui a sua volta estrae un piccolo involucro di carta bianca,
leggera,
quasi carta velina, lo apre e porgendomi un paio di guanti di pelle
scamosciati,
di una pelle cosi' sottile e morbida che non capivo dove iniziavanzo i guanti
e dove
finivano le mani della nonna . . . dicevo . . . porgendomeli mi dice: "tieni
. . . sono
i guanti che il nonno usava tutte le mattine per andare a lavorare col suo
Guzzino"
rimasi immobile, muto, senza parole, a ripensare al nonno di cui sono fiero
di portare
il nome, che attraversava tutte le mattine alle 6, con qualsiasi tempo e
qualsiasi
temperatura le campagne emiliane, per andare dalla sua Correggio, fino in
ufficio
in citta' . . .
so che lui avrebbe apprezzato e che ancora oggi ogni tanto sale che con me
sul mio Guzzolo . . .ce l'ho nel sangue, saro' fedele alla Guzzi per sempre, gliel'ho promesso
;-)
ciao, Joe
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Tre anni fa io e Fabry abbiamo venduto la sua Transalp perchè non
riusciva
più ad usarla. Dopo una settimana gli è venuta la voglia di ricomprare una
moto e allora gira....."Prendiamo una custom..........." andiamo a vedere prima la Drag star, bella
lucida colorata pomposa proprio esagerata ma non arrivo nè al cambio nè al
freno, il commesso ci dice che si può fare arretrare le pedane così posso
guidarla anch'io.
Poi ci fa vedere la Virago, più piccola e simpatica ma ha qualcosa che non
mi convince.
Proviamo in Honda in fondo lui ha sempre avuto Honda e andiamo a provare lo
Shadow 800, bello e le pedane non sono molto lontane ma non ero convinta
mentre lui si.
Poi compro un poco di riviste di moto, guardo le pubblcità e leggo i vari
articoli per capire meglio e ad un certo punto ti vedo pagine intere di
pubblicità di Moto Guzzi, c'era la Nevada Club, il California e la V 11
quella verde acido.
Guardo su internet e trovo la concessionaria proprio qui vicino e andiamo a
vedere, era un sabato sera che pioveva da maledetti e c'era solo la
commessa, in negozio, per altro molto piccolo c'erano 3 California e un
Nevada e poi alcuni Kavatappi da strada.
Guardo la California EV, è stupenda ma per me è enorme, poi la Jackal
proprio intrigante e dietro eccoti il Nevadino, era sul cavalletto centrale,
mi avvicino e mi ci siedo ................................
Una folgorazione, delle altre non mi ricordo nè il manubrio nè il cruscotto
ma di questa mi rimane impresso tutto, la amo alla follia ed è difficile non
pensarci.
Veniamo via e il Fabry mia fa "si belle ma sono così vecchie e poi quei due
cosi che escono di lato non mi sono mai piaciuti...." insomma ha smontato
ogni mio entusiasmo e allora io cerco di non parlare più di moto, per me o
lei o nessuna..
Dopo un mese circa che ogni tanto mi chiede e io rispondo sempre "fai come
vuoi ma la Nevada mi è piaciuta di più..."
A fine aprile mi ha fatto la sorpresa di portarmi a casa la Nevadina anche
se non è mai stato contento e ha sempre criticato tutto e poi aveva sempre
problemi.
Ma tanto lui non la guida................
Ora io e la mia Bimba abbiamo festeggiato 5.000 Km
Ciao e buona strada a tutti.
Romina Borgotti
Nevada 750 "Bimba"
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io la mia l'ho conosciuta nel retrobottega di un
officina di uno stronzissimo meccanico di ferrara. era
li che stava andando in ruggine e mi guardava
supplicandomi di salvarla. me la sono portata via e
piano piano la sto curando. ora sembra quasi guarita,
anche se l'unica cura che funziona è la strada. Ce
l'ho da un anno, ha già fatto circa 15000 km, ma mi sa
che siamo solo all'inizio.
alessandro aloni
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non me ne sono innamorato , è solo!!!!!!!!!la mia amante!:)
e poi mi sa che lei ha scelto me !
sav
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La passione per le moto è sempre stata viva in me, mai piaciute le moto
veloci ma sempre affascinato! Ho iniziati con il Malagutu Fifty Top a 15
anni...... poi a 22 venni distratto da una Gilera CX e fu allora che capii
che le moto sportive non erano per me..... io volevo una moto 4T, 350 cc
(per via dei costi), comoda in due, e posizione di guida tipo il Fifty cioè
turistica....... l'unica sul mercto dal degno nome di motocicletta era La
Guzzi Nevada 350 (alternativa Kavasaki EL 252 ma non mi pareva all'altezza).
Così dal 1997 è nata la passione per l'aquila, ci credete che non riesco a
cambiare ciclindrata perchè ci sono troppo affezionato? Al max me ne compero
un'altra :-)))) Lamposss
MAx Ribes
Nevada 3.5 "Albatros"
Bitonto
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E' difficile dire quando è cominciata, forse perchè tutto ricade nei
ricordi di bambino che l'età adulta rende confusi e più simili ai sogni.
In casa tutto era Guzzi, il lavoro del padre, l'attestato di anzianità del
nonno, l'amicizia con l'ultima rimasta della famiglia del grande Carlo, i
racconti di Lei del fratello, il correre fuori di casa mollando i compiti (e la
madre che urla dietro) al rumore dello scarico aperto della bicilindrica da gran
premio, l'emozione di provare il Dondolino ed infine la prima volta sulla Le
Mans....
Ma è l'odore della benzina (rossa!) andata a male nel carburatore del Gambalunga
in restauro nel garage vicino a casa dove un'omino buffo dal grande naso e dal
grande cuore lavorava su Norge e Sport 14 a legarmi indissolubilmente a questa
marca.
E poi finalmente "Lei": la 750S! Un'amore a prima vista, un colpo di fulmine, la
felicità solida e concreta...e da allora pioggia, vibrazioni, acciacchi
divenerro semplicemente parte del vivere in Guzzi.
Ric.
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Ho provato 1 sacco di moto sportive ma causa mia altezza bassina....facevo
fatica a trovarne per me. Ho provato così la Virago e mi andava benissimo in
quanto toccavo perfettamente con i piedi a terra ma....non era il mio ideale,
non mi piaceva molto, non me la sentivo mia diciamo. Ho visto, in giro, poi 1
moto bellissima, color rossiccio con scritta oro (era il modello vecchio)che mi
ha attirato subito, mi sono informata bene che moto fosse.....era la Nevada 750
club della Guzzi. Così ho voluto provare entrare anche in 1 concessionario Guzzi
ed appena ho visto la Nevada,,,,, non so mi ha attirato quasi subito anche se
non toccavo a terra bene come la virago, sembrava dicesse prendi me. Ho iniziato
sedermi sopra e mi sentivo davvero....1 principessa. Ero raggiante ed ho detto a
Mauri...la compro, voglio questa e poi è 1 Guzzi.
L'ho voluta nuova fiammante perche la moto deve nascere con me, dobbiamo capirci
e conoscerci subito dall'inizio ed ora me la sento mia. L'amo tantissimo e
l'adoro la mia ciccina ed ogni tanto le faccio pure i discorsi perche so che mi
capisce, siamo 1 cosa unica.
Dovrei solo usarla 1 pò di+, questo sì.
Ma sono contenta del mio acquisto formidabile.
Fiore.
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Io penso di essere stato sempre innamorato della Guzzi ma non lo sapevo,
era solo un pensiero, una forma vaga qualcosa che sai, ma non riesci a
definire che ogni tanto spuntava fuori, ma non gli davo peso e non la
valutavo come la passione che poi sarebbe cresciuta in me.
Finche l’anno scorso, un po’ in ritardo visto che ho 26 anni, finalmente
è venuto il giorno in cui ho dovuto cambiare moto, ed in quel preciso
istante mi tornò alla mente, prima in forma vaga poi sempre più
insistente, un una sola moto, un solo marchio, Moto Guzzi.
Da quel momento anche le altre moto che prima guardavo con un certo
interesse, sono diventate niente davanzti ai miei occhi e solo lei
riusciva ad affascinarmi con il suo carico di storia, la sua linea
unica, il suo carattere e la sua anima che poi è divenuta la mia.
In conclusione ho capito di aver trovato la mia moto, quella che
fondamentalmente mi assomiglia.
Un saluto Mirko
PS: Un saluto a Romina Borgotti, perché anch’io chiamo la mia californi
“La mi’ Bimba”
Mirko Rossi
Pietrasanta (LU)
California Special Sport Alluminium
“La Bimba”
Soccorso Aquila 153
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Come mi sono innamoraro della guzzi?
Il ricordo è ancora impresso indelebile nella mia mente, papà aveva un guzzino
con il cambio al serbatoio, alla sera quando arrivava lo appoggiava al muro, poi
andava al bar che era di fronte alla ns casa. Io che non arrivavo ancora a
toccare in terra riuscivo a metterlo in moto e appoggiandomi con la spalla al
muro e partivo andando in giro per la campagna, il problema era fermarmi quando
tornavo indietro; ma con un pò di fortuna e un pò di incoscienza riuscivo ad
appoggiarmi al muro (ogni tanto mi raspavo un pò di spalla) e fermarmi.
Correva l'anno di grazia 1957 e avevo 11 anni da allora la mia vita di
motociclista,( anche se inframezzata da qualche qualche jap) l'amore per la
GUZZI non è mai scemato, inprinting! bah! può darsi!
Per inciso io credevo che papà non sapesse nulla! non era cosi' GUZZISTA anche
lui mi sapeva tutto e mi lasciava fare!! devo però dire che abitavamo in
campagna e della parola traffico allora non sapevamo neanche cosa fosse .
Gianfranco Cicconi+ "Berta"
Guazzi...............lamp(°!°):--------->
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Potevo avere 7-8 anni quando vidi per la prima volta una Guzzi (almeno
quella che ricordo). Abitavo a Torino e sotto casa mia c'era una agenzia
assicurativa. Di fronte all'ingresso, sopra il marciapiede faceva bella
mostra di se un California nuovo fiammante di colore bianco. Passavo
sovente li davanzti per andare a comprare il pane. Non ci passavo vicino. La
guardavo con riverenza, ammirazione e timore. Poi piu' nulla sino al 1994.
Sino ad allora le moto sono state tabu'. Si, il giretto con l'amico sul
125cc di nascosto dai miei che non volevano assolutamente (benche' mio padre
fosse motociclista prima per necessita' poi per passione). Quindi nel 1994
mi compro per capriccio un 125 cc. Incontro un amico che si e' appena preso
un V65C. Mi fa lo stesso effetto che mi faceva il California bianco
dell'assicuratore.
Ma questa volta io sono grande e grosso quindi chiedo
all'amico se mi fa fare un giro. In breve : dopo 1 anno io mi compro il V65C
dall'amico che si compra un California II. Oggi ho un Jackal, ma quando vedo
un California II mi sussulta il cuore.
Mi rammarichero' per sempre di non
averlo posseduto.....
Angelo pz
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Finito il periodo di convalescenza, in cui la
poveretta tossiva, zoppicava e ogni tanto si sedeva
per riposare (la ruggine è l'artrosi delle
motociclette)abbiamo cominciato a farci giri e
viaggetti. il vero amore è scoppiato quando mi sono
accorto che non la stavo semplicemente guidando.
La
stavo suonando. Io ho un passato (che ogni tanto
riaffiora) di musicista. Suono il violino, la chitarra
e il basso elettrico. Me ne sono accorto sui tornanti
della garfagnana. Dinamica. Come uno strumento
musicale costruito da un liutaio esperto. Rabbiose
grida, veloci lilting, vellutati fraseggi. Uno
strumento musicale. non un mezzo di trasporto.
All'arrivo dall'Amiata avevo la stessa sensazione che
mi prendeva mentre scendevo dal palco dopo un
concerto, con in più la metallica sensazione di
motore/cardano/ammortizzatori.
bellissimo.
per questo non la cambio, anche se è della cosiddetta
serie piccola, quella che vale poco, anche se sto
spendendo cifre irragionevoli per metterla a posto.
ale "Stufatonante"
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BUM BUM BUM BUM
Mi sono innamorato della Guzzi a 9-10 anni facendo gli inseguimenti in
bicicletta con gli amici lungo gli isolati di S Rita a Torino. Mettevamo delle
cartoline pinzate sulla forcella in modo che sbattessero sui raggi (ne vedeto
oggi bambini giocare cosi?) e facessero il rumore di un motore e gia allora la
mia bici era assolutamente una Graziella-Guzzi. Il motivo della passione per la
Guzzi era il rumore inconfondibile del motore; giocando in cortile ogni volta
che passava in strada una moto riuscivamo sempre a riconoscere le Guzzi (e anche
altre 2 marche di cui non faccio i nomi) mentre le giapponesi risultavanzo
completamente anonime e tutte uguali. Per noi valevano solo queste tre moto
.
Dovetti aspettare fino a 22 anni per poter mettere le mani sulla mia Guzzi,
perche i miei genitori non volevano assolutamente comprarmi alcun mezzo a motore
- nemmeno il ciao -, e messi insieme i primi soldi del 1 lavoro stabile caricai
mio padre sulla macchina - volevo la sua benedizione e lui non fece altro che
scuotere la testa per tutto il tempo, rassegnato - e andammo al concessionario a
fermare una 350 II usata che avevo visto, tocccato, annusato, controllato e
ricontrollato una settimana prima.
Quando andai a ritirarla il concessionario mi chiese se sapevo dov'erano le
marce o la frizione, ma io dissi ridendo che avevo letto
mezza montagna di libri, riviste e depliant e che la moto la conoscevo
benissimo. Girai la chiave, accesi e via. Ora avevo
la mia Guzzi. Arrivato in corso Agnelli mi sembrava di averla sempre avuta.
Con questa moto ne ho fatta di strada, inverno - estate... sempre in giro e
su quella sella......quante belle bambine ho portato su
e giu per la liguria...
L'anno scorso, dopo 18 anni e 160.000 km, l'ho venduta (!!) perche ho trovato
una buona T4 ancora fresca e ora il motore, BUM BUM BUM, suona ancora meglio.
Ciao a tutti e buona strada.
Wakaputanga/Torino
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Dopo l'esperienza adolescenziale-giovanile dello scooter (la mitica
Lambretta li 125 poi elaborata a 150 cc e siamo negli anni '60) ho avvertito
netta la necessità di passare a qualcosa di più concreto, ma, come spesso
accade, le idee arano alquanto confuse, i desideri molti ed i soldini (ahimè)
pochi, inoltre l'adolescenza era già passata e la gioventù si stava trasformando
in età adulta con tutte le conseguenze che una siffatta situazione poteva
comportare (famiglia in formazione..... i figli piccoli..... il lavoro.. gli
impegni), in pratica circa 10 anni trascorsi senza mezzo di locomozione a due
ruote fatta eccezione per una breve parentesi (6 mesi) in cui ho posseduto una
Honda CB Four 750... perché la parentesi fu breve? perché le idee cominciavanzo a
diventare più chiare e quella moto (siamo negli anni '70) io non la giudicai a
"misura d'uomo", mi serviva qualcosa di più tranquillo e di più rilassante,
inoltre il tempo libero era dedicato tutto alla famiglia e se passeggiata doveva
esserci si doveva farla in quattro (e come tutti sanno sulla moto, purtroppo, si
va al massimo in due o ..... tre). Negli anni '80 finalmente la svolta da me
tanto attesa..... I figli, per primi, hanno cercato nuovi lidi cui approdare, la
compagnia dei genitori ormai ritenuta superata; la stessa "dolce metà" ha
sentito più imperioso che mai il desiderio (orrore!!!!!) di starsene a casa ed è
stato a quel punto che inevitabilmente l'antico spirito del giramondo libero,
che ho sempre avuto dentro, benché represso, è venuto fuori più imperioso che
mai.
Cosa mi serviva? ma si... una custom, tranquilla. riposante, affidabile, di non
molte pretese..... si, ma quale? la scelta era abbastanza problematica... c'era
molto in giro.... il mercato Jap. era molto ben rappresentato, c'era anche
qualcosa che veniva da oltre oceano... prodotti ben realizzati, ben
pubblicizzati, invitanti..... si, ma.... avevano anche un'anima? un'anima? già,
che ci azzecca l'anima? (direbbe qualcuno di nostra conoscenza), Ci azzecca.....
ci azzecca... Innanzi tutto una moto è un mezzo individuale, e solo
occasionalmente serve per trasportare qualcuno e per di più questo qualcuno deve
partecipare alla guida quasi quanto voi, per cui è inevitabile che tra voi ed il
mezzo si debba creare... come dire.. un certo affiatamento.... una certa
corresponsione di sensazioni.....una certa intima connessione ...... Inoltre un
prodotto che proviene da una realtà diversa dalla nostra non può che
rispecchiare le tradizioni ed il modo di sentire di quelle realtà, per cui il
rischio era quello di acquistare, ad esempio, una moto giapponese e provare
quello che un giapponese prova quando va in moto... se mai l'avessi provato....
e la cosa, francamente, non mi interessava.
La scelta, quindi, doveva necessariamente cadere su un prodotto italiano.... ed
ecco la MOTO GUZZI.... "Un fatto italiano che il mondo invidia", recitava allora
uno slogan pubblucitario... per la verità c'era poco da invidiare.... rifiniture
approssimative, niente che attirasse prepotentemente l'attenzione, luccichii e
cromature in vile plastica.... difetti nell'accensione.... cambio, dai più.
criticato..... vibrazioni dappertutto.... bah, pensai, niente è perfetto su
questa terra, almeno qui i difetti sono evidenti, scopriamo ora i pregi...... e
acquistai una Moto Guzzi 350 Florida bianca con splendidi filetti rosso-oro sul
serbatoio ed i parafanghi cromati. E' stata una folgorazione, un amore in 24
ore, tanti quanti ci sono voluti per percorrere i primi 800 km. L'intesa era
quella giusta e quella che mi aspettavo che fosse i "difetti" poi si rivelarono
ben presto essere dei pregi che servivano a farmi conoscere più a fondo il mezzo
che stavo guidando. Le rifiniture solo in apparenza approssimative si rivelarono
funzionali al modo di essere della moto, il cambio, tanto criticato, era invece
un organo che richiedeva attenzione e comprensione e solo allora dava il massimo
di sé in prontezza e precisione... le vibrazioni, poi erano necessarie per
"sentire" la moto... in pratica scoprii con soddisfazione che, come in ogni cosa
umana, se io ho bisogno di una cosa anche questa cosa ha bisogno di me per
esistere e per durare e per farlo non avevo bisogno di rivolgermi a specialisti
del settore..... era tutto lì a portata di mano ben visibile e ben
individuabile.
Ma le necessità dell'uomo, si sa, sono in continua evoluzione. La Florida mi ha
introdotto nel mondo della Guzzi ma aveva necessariamente dei limiti puramente
meccanici non certo di generosità: era stata progettata e costruita per eseguire
spostamenti di max 400-500 km in un giorno..... e a me serviva qualcos'altro di
più impegnativo pur conservando la stessa filosofia di affidabilità e
sentimento. Così passai Florida al figlio più grandicello e approdai al
California III con carena integrale(1991). Qui l'intesa è stata perfetta fin da
subito. Con lei ho avuto e continuo ad avere tante avventure e non sono mai
stato tradito, con lei ho vissuto i momenti più belli del mio essere
motociclista, abbiamo percorso le strade meravigliose di tutta Europa, abbiamo
affrontato le tempeste gelide dei paesi del nord, abbiamo spaziato per le
sterminate pianure russe e per gli infuocati altopiani siciliani e mai un
cedimento..... mai un lamento....... mai un'incertezza: 166.000 Km percorsi in
tutta tranquillità e serenità. cadute 2.... ma ci siamo rialzati per continuare
a vivere la nostra meravigliosa avventura.
Sivilli Vito Michele
Soccorso Aquila 124
Falco Lanario
Sulla strada con la Guzzi e con il cuore......
....un amico non si lascia mai indietro.
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Ho iniziato la mia carriera su due ruote alla "veneranda " eta' di 35
anni e mi ha tenuto a battesimo una inossidabile Vespa PX 150 . Dopodiche' sono
passato ad un V35II il quale mi ha iniziato ai Misteri del mondo Guzzi : un
mondo fatto di gioie e dolori. E' difficile riportare in parole la sensazione
piacevole che trasmette una Guzzi quando , con il suo caratteristico borbottio ,
ti porta in giro senza fretta.L' altra faccia pero e' fatta di piccoli/grandi
fastidi che mettono a dura prova la tua fede come quando una valvola decide di
andare a fare un giro per il cilindro con conseguenze che potete ben immaginare
il tutto nel bel mezzo di una galleria in autostrada. Ma quando e' venuto il
momento di cambiare moto anche io sono rimasto vittima della "piccolina " di
casa Guzzi in particolare modo di una bellissima Nevada color Beige che mi ha
incantato con lo scintillio delle sue cromature. Ha dimostrato di avere il suo
bel caratterino lasciandomi a piedi perche ' la spia della riserva si e'
fulminata ma il suo quieto "ronfare" che si trasforma in "ruggito" all' aprire
del gas ti ripaga ampiamente di tutto.
Sono passati solo tre mesi da quando ne sono venuto in possesso ma ci sono tutti
presupposti perche' questa sia un' unione che durera' molto molto tempo.
Francesco
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Scrivo MARIO GP per distinguermi da altri Mario più importanti, ma che
come me viaggiano con due telefonini.
Non è timidezza il mio silenzio. E' solo consapevolezza di essere un po' diverso
( ...non in quel senso ) e poi anche a causa del fatto che, durante la
settimana, sono molto impegnato nell'ufficio di Losanna. Come sai il mio lavoro
consiste nel comprare petrolio greggio dai paesi produttori e di venderlo a
varie raffinerie. Ho iniziato a lavorare nel 1968 e nel 1976 sono passato a
questo strano mestiere che, fra altissimi e bassissimi mi sta ancora facendo
compagnia. Come le mie moto ! E qui potrei raccontare come, ALLA FINE, mi sono
innamorato delle MOTO GUZZI.
Nacqui nel 1946. Nel 1965 imparai a condurre una moto con una HONDA 750 FOUR di
un amico generoso. La mia prima fu una HONDA 500 FOUR tinta castagna, molto
maneggevole! A quei tempi facevo l'insegnante e, durante le lunghe vacanze
estive, con lei andai per due anni di seguito in Marocco ed in Turchia. Nel
gruppo c'erano oltre all' HONDA 750 dell'amico, un'altra HONDA 500 verde, una
BSA ed un BMW 75/5. Ogni 200 km ci dovevamo fermare per tendere la catena delle
HONDA; quello della BSA stringeva i vari dadi che a volte perdeva per strada e
quello della BMW, dopo averla spolverata sbuffava. L'anno successivo decidemmo
di tornare in Marocco. La prima volta ci eravamo attardati in Spagna; questa
volta volevamo andare molto più a SUD. L'amico del BSA si presentò con una MOTO
GUZZI, se ricordo bene un V7 amaranto. Io ero passato ad una BMW 75/6 argento,
non adatta al percorso come le future enduro, ma più delle HONDA. Strada
facendo, incominciai ad invidiare l'amico del probabile V7; avevo la sensazione
che quella moto avesse più anima della mia. Disgraziatamente, su una pista
vicino a Zagora, il motore della GUZZI prese fuoco. Un pò di panico, un grande
spettacolo tra le dune, poco danno. Tuttavia una piccola delusione che mi fece
ancora più apprezzare la mia scelta. Arrivò il matrimonio. Prime vacanze in moto
in Trentino, in Svizzera. Poi un anno di lavoro a New York. Poi la prima figlia.
Insomma la moto non serviva più. La usavo solo perchè volevo. Nel 1883 la
cambiai con una R100 nera( sempre BMW ), ma negli anni successivi feci
pochissimi chilometri. Poi un secondo figlio e poi, a sorpresa, il divorzio,
sofferto, subito, ecc..Un periodo di crisi sul lavoro e di tensione per
mantenere il rapporto con i figli. E poi via, un nuovo periodo di semilibertà.
Un mio caro amico, un giorno di quest'anno, mi racconta di essersi letteralmente
innamorato di una MOTO GUZZI 500 V bitubo. Me ne mostra le foto, mi confessa di
averla comprata: è bellissima, ma non mi fa battere il cuore. Due giorni dopo mi
chiama e mi dice di non aver dormito la notte. Gli hanno offerto una GTV 500
bitubo, più bella della sua ed ad un prezzo più basso. Andiamo a vedere la moto.
E' in una cascina di una frazione di Cuneo. I parenti del vecchio proprietario
togliendole le coperte, iniziano a raccontarmi la storia. Il proprietario che
era medico condotto, la comprò nel gennaio del 1938, ma, qualche anno dopo, i
partigiani gliela requisirono. Quando, dopo la liberazione, il dottore ritrovò
la moto in un bosco, cercò di farla riparare in loco, ma, alla fine, decise di
mandarla a Mandello. Così, nel 1945, venne completamente restaurata dalle stesse
mani che l'avevano costruita.
Era stupenda ! Non aveva nessuna importanza la piccola scrostatina sul
serbatoio, nè il cavalletto un pò lasco. Dove mai potevo trovare una moto di 65
anni, che aveva partecipato alla lotta partigiana ed ancora così bella ( anche
dal punto di vista tecnico ), sfavillante ed efficiente. Nonostante la forte
compressione partì al primo colpo. Feci un giro di prova, senza casco, senza
assicurazione. Tornai entusiasta. Da allora partecipo ai vari raduni MOTO GUZZI
storiche e ad alti per moto anteguerra. Ho persino ricevuto vari premi. Forse
all'archivio storico di Mandello quando sentono il mio nome sbuffano, ma mi sto
facendo una cultura. Anche se lavoro in Svizzera, sono di Genova e là ho avuto
la fortuna di sentire raccontare vari aneddoti interessanti da un parente del
vecchio Parodi cofondatore.
E poi l'appetito vien mangiando: un paio di mesi fa ho avuto un'intuizione: mi
sono lanciato nel nostro bellissimo profondo sud ed ho acquistato una SPORT 15
eccezionalmente conservata. Dovrò eliminare alcuni amenicoli fantasiosi, ma
presto la farò partecipare ai raduni.
Sono certo di aver esagerato, si sa.. sono sempre stato prolisso.
Mi hai detto di presentarmi. Ecco, spero che basti per oggi !
Torno ai miei carichi . Ciao a te ed a tutta la compagnia !!
Mario G. Pezzana
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...mi ricordo
ancora la California T3 che incontravo ogni domenica parcheggiata vicino al
Catalano (bar vicino casa dove mi trattenevo all'età di 6/7 anni) e poi la S3 e
la Le Mans,credo sempre dello stesso proprietario, mi hanno convinto che da
grande avrei avuto una GUZZI. Infatti all'età di 35 ho coronato il mio sogno con
l'acquisto della mia prima GUZZI. Ora che ho acquistato la Le Mans il cerchio si
è chioso possedendo ciò che veramente sognavo. Se avrò la possibilità credo che
cercherò di avere più GUZZI possibili e non credo che cambierò mai marchio.
A presto Michele e La Rossa
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