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...di Fabio Baldrati: FACCIA DI BOMBOLONI
Postato il Domenica, 07 settembre di racconti

le storie vissute dai guzzisti Fra la variegata e colorita “fauna” motociclante ho conosciuto anche un orco, ……


"Non è cattivo, ma è forse l’uomo più vicino
alla bestia che io abbia mai conosciuto”

Tenente John Dumbar (nel film Balla coi Lupi)


Fra la variegata e colorita “fauna” motociclante ho conosciuto anche un orco, ……sì, proprio un orco, certamente non cattivo come quello fiabesco dei Fratelli Grimm, ma ugualmente brutale. Ho tentato di sottrarre dalle sue grinfie quella meravigliosa creatura, ho tentato fino a rendermi ridicolo, ma non ci sono riuscito.
Ho scritto “faccia di bomboloni” con penna pentita: ricordare (e descrivere) quella giornata è stato come assistere ad una mano passata a “graffio” su una lavagna. Questo modesto scrivano ha resistito come Ulisse alle “sirene” tentatrici annidate nel cestino: “accartocciaebuttaquiiiiiiiiiiiiii……”.

Il Week End è dolce e non ingrassa. Dopo una settimana dai ritmi koreani l’arrivo del fine settimana ha il sapore di una vittoria, soprattutto quando le previsioni –meteo- promettono bel tempo. E domenica regnerà il sole ovunque.
Bene!
Sono nato in quella Bassa-Romagna da sempre celebrata quale “Nazione del Mutòr” (un mito ormai appannato) e qui ancora vivo a poche decine di chilometri da un meraviglioso lembo d’Italia: l’appennino Tosco-Romagnolo. I Passi che collegano la Romagna con la Toscana costituiscono un dedalo di splendidi percorsi per tutti noi tormentati senza speranza da questa “malsana” passione per il mutòr. Ho “consumato” le mie quattro Moto Guzzi sù e giù per la penisola da nord a sud, dalle alpi valdostane ai boschi calabresi della Sila (ancora mi mancano le isole). Conservo buona memoria di incantevoli paesaggi e magnifici itinerari ma nulla di quelle meraviglie può eguagliare la “magia” di questa parte di appennino, i suoi Passi diventano veri e propri luoghi “culto” nel corso di ogni fine settimana, una sorta di Pow Wow a cui partecipano tutte le tribù motociclanti.
Sostare ai bordi di queste strade significa indovinare le moto in lontananza in un gioco di mille eco lontane sparse fra i monti: sempre inconfondibile il “ronzare” energico di ogni italico bicilindrico. “..…tu hai due coglioni e anche la moto deve averne due!”: questo irriverente comandamento trova finalmente la meritata legittimità se si considera che il bicilindrico è tutt’altro che sconfitto dopo oltre vent’anni di aspra lotta con lo storico antagonista, il “quattro”. Sono passati molti lustri (troppi) da quando Silèzi (silenzio) sembrava essere l’Ultimo dei Moicani deciso a non soccombere all’assedio del quattro-in-uno. I suoi due ruspanti “attributi a V” ne hanno fatta ingerire di polvere ……. .

Eh sì, era tutta da ammirare la sua Le Mans. Bei tempi. Li rivoglio!

A ME MI PIACE…….
Questi itinerari fra Romagna e Toscana possono soddisfare la mia doppia indole di paesaggista e motociclista.
Chi avrà stabilito che non si deve dire “a me mi…..”?? A me mi piace la bellezza agreste di questo appennino il cui verde sembra vincere la odiosa mania di riversare cemento ovunque. A me mi piace incontrare il “popolo” motociclista in ogni sua etnia, salutare decine di volte ed essere contraccambiato. A me mi piace smagrire i pneumatici su curve e tornanti degni del marchio DOC alla stregua del Chianti Classico. A me mi piace varcare questi Passi e “perdermi” nella meraviglia della Toscana proprio fino alle dolci colline del Chianti.
Ma ciò che più mi allieta è tornare a casa a buio fatto pieno d’aria come il gabbiano Jonathan, e rispondere con un serafico: “ero con la mia Guzzi….non ero solo” a chi squote la testa compatito. Dobbiamo rassegnarci: non ci capiranno mai.
Sempre parto di buon mattino dopo aver consumato una ricca colazione a base di uova al bakon (fino a sera non tocco cibo), e trascorro l’intera giornata sulla mia Guzzi California. Ben poche moto possono eguagliarla in ciò che si chiama “piacere di guida”, la California è la Guzzi “più Guzzi” che ho mai avuto e non scenderei mai da quella geniale assetto di guida al punto che, addirittura, trovo seccante anche la sosta per fare il “pieno”. Ho scelto questa Custom atipica con animo pentito dopo molti anni di 1000 SP II e III, e non sono più “rinsavito”. La mia prossima moto? ….che domanda.
La Moto Guzzi del mio immaginario corrisponde a quella che possiedo (sono fortunato), vale a dire rigorosamente bicilindrica a “V” e con trazione cardanica, manca solamente un serbatoio di trenta litri. Ho viaggiato qualche volta con amici le cui moto avevano serbatoini “gentili” (e per giunta assetate):…….giornate trascorse alla ricerca di una pompa in servizio, un vero stress, una scocciatura senza pari.

IL MASSIMO DEL GAUDIO

Il più famoso fra i valici tosco-romagnoli è indubbiamente il Muraglione (Statale 67) fra Forlì e Firenze.
Fin dagli “anni ruggenti” i motociclisti vengono a tornire le sue curve e tornanti,…..anche troppo ultimamente: ogni sabato gli adepti del “club degli stupidi” vi giungono ad esibire il meglio, cioè il peggio, del loro bel repertorio…..da galera! Poco importa che si tratti di quattro gatti, essi sono molto appariscenti e i “giacobini” detrattori della moto ci vanno a nozze. Mai ci toglieremo la rogna di dosso a causa delle prodezze di certi imbecilli. Sovente mi arrivano alle spalle come sicari e mi affretto a dar loro strada, non li voglio a braccarmi, il fastidio che essi provano per questo “intruso” è corrisposto con lauti interessi.
Il Muraglione è uno degli itinerari più belli d’Italia dipanato in un panorama dal verde incorrotto. Un bel paesaggio e un bel percorso: ecco il “mio” Muraglione.
Domenica è il giorno in cui i “tranquilli” come me giungono a godere questo percorso (gli smanettoni di sabato). Nel primo mattino davanzti al manubrio un sinuoso “nastro grigio” in cui la mia Guzzi va “giù” da ogni lato animata da una volontà propria, mentre questi due pistoni grossi come boccali da birra mi spingono vigorosamente su mille curve zuccherose.
Non ho mai conosciuto la velocità massima espressa dalle mie moto. 180? 200?….di piu? Davvero non lo so e rifuggo simili primati quasi con repulsione, si chiama “mototurismo” la mia concezione della motocicletta. Il massimo del gaudio, per me, è quello di stare in sella a lungo, scoprire nuovi paesaggi, ascoltare il “respiro” di questo meraviglioso bicilindrico a “V” che reputo essere il migliore fra tutti i compagni di viaggio e rende le mie giornate sempre troppo brevi.
Mi aspetta una giornata lunga e luminosa, oggi arriverò……chissà dove. Il “pulsare” del motore, il vento addosso, il bel Clock del cambio a bilanciere saranno la colonna sonora di questa giornata. Mai potrei ipotizzare uno “scimmione” che approda a rovinarmela,…..eppure egli sta arrivando di gran lena, presto il suo “occhio giallo” sarà nei miei specchi.

TI AVRO‘ SCASSATA PRIMA DI SERA!!

Ecco, ci risiamo: nei miei specchi l’ennesimo smanettane con le formiche nelle mutande, spero sorpassi in fretta e non stia a tediarmi. Lo vedo ingrandire rapidamente: casco integrale con visiera scura, giubbotto sgargiante, la sua moto …..ma…..perbacco! E’ proprio LEI, una rarissima V7 Sport con serbatoio verde e telaio rosso. Conosco ogni centimetro quadrato di quell’avanztreno: è unico come la Gioconda.
Quando il tipo inizia il sorpasso mi giro sorridente in segno di saluto…..e subito la mia gioia svanisce: la V7 mi passa a fianco sotto tortura a chissà quante migliaia di giri tanto che il suo trentennale bicilindrico a “teste tonde” rischia l’esplosione, esso strilla di dolore quando il suo aguzzino “spara” la quarta a cazzotto tosto di piede e di polso, dentro a quel casco un malsano pensiero: “ti avrò scassata prima di sera!!” . La moto vacilla per la brutalità, il ragazzone in jeans e stivali texani fila via sbilenco in sella con una natica di fuori. Ogni tanto vedo qualcuno stare in moto “sciancato” a quel modo e non ne comprendo il senso,…….soffrono di emorroidi?

Il bicilindrico a “V” di 750 C.C. era ancora appeso al tecnigrafo di Cesare Carcano quando arrivò a Mandello nei primi anni 70 un geniale tecnico, un romagnolo “patito” del mutòr. Lino Tonti lottò contro tutto e tutti per realizzare il suo sogno e ci riuscì partendo proprio da quel progetto: la V7 Sport è un capolavoro senza tempo, una motocicletta cosmica, la degna candidata per la futura Arca di Noè, la madre delle attuali (probabilmente future) motociclette di Mandello. Per i Guzzisti del globo è la “coperta di Linus”, ogni motociclista degno di questo nome si toglie il cappello (…..il casco) innanzi a quel magnifico “ferro italiano”.
I primissimi 200 esemplari con serbatoio verde e telaio rosso (freni a tamburo) sono ambiti per quanto rari, e quell’esemplare era uno di essi. Vedere cotanta meraviglia strapazzata a quel modo mi fa male al cuore. Chi maltratta una motocicletta storica dovrebbe subire la legge islamica (!).

Arrivo al Passo e vi trovo le consuete e numerose moto posteggiate (quasi tutte sportive variopinte) nel tradizionale ritrovo. Tanti “arlecchini” assediano la V7Sport irta sul cavalletto, parcheggio la California e tolgo il casco.
E’ letteralmente stupenda, fedelissima in ogni particolare, mai visto un esemplare simile. Il suo stato di conservazione è ottimo ….eppure è nelle mani di un orco, com’è possibile? Essa accusa evidenti segni di maltrattamento: assisto impotente ai gemiti doloranti di quel cardano le cui gocce di “sangue” scandiscono l’asfalto. E arriva il solito melenso con la battutina stupidotta sulle Guzzi che perdono olio….., prima sbuffo, poi sbotto: “voglio vedere il tuo frullino fra trent’anni!”. Applausi.
Entro nel bar e lo vedo appoggiato coi gomiti sul bancone a sgranocchiare un mega-panino, sembra un rude cow-boy in un Saloon dell’ottocento. Con garbo mi avvicino e mi complimento per la sua moto, il tipo si gira e mi mostra un faccione masticante in cui la testa muove sù e giù mentre la mascella resta ferma, le sue guancione rosate sembrano paffuti “bomboloni” (dolci farciti alla crema), mi fissa con grandi occhi bovini e accenna un sorrisino, poi torna sul mega-panino.
Molto discretamente gli dico che ritengo essere la sua motocicletta “storica” e sono interessato ad acquistarla, esorto il tipo a formulare una cifra, gli chiedo anche se si rende conto dei maltrattamenti a cui la sottopone. Il “faccia di bomboloni” si gira e mi riversa addosso una sguaiata risata a bocca spalancata…….quella cloaca di viscido masticume mi investe con un fetore nauseabondo al wurstel!! Dio che schifo……mi si annebbia la vista. Quando rinsavisco lo vedo dirigersi verso il Flipper lasciandomi un mortificante “ma va laaaaaaaaa”.
Si avvicina un tipo e scoraggia ogni mia speranza, egli mi spiega che lo scimmione ha ricevuto in eredità quella V7 Sport da un parente defunto (un vero cultore) e non la vende, vi hanno provato in molti prima di me. E io ci riprovo: qualsiasi cifra! Niente. Mi sembra di corteggiare una super bellona e mi sento ridicolo, incasso un altro “ma va laaaaaaaaa”. Non è cattivo, mi ricorda l’accompagnatore del Tenente John Dumbar nella prateria nel film -Balla coi Lupi-.
E’ frustrante: se avessi una moto simile la cullerei in una cripta di vetro, mi pavoneggerei ai raduni come una Wanda Osiris al maschile,……e invece la possiede quello scimpanzé lì, impegnato a scassare il Flipper, e mai, mai, mai e poi mai ne comprenderà il valore,…….quel “faccia di bomboloni” il cui intelletto non oltrepassa l’uso del midollo spinale. Mondo infame.
L’Uomo di Neanderthall infila il casco in un braccio e sale sulla V7, mette in moto e manda il motore al massimo dei giri con sadiche sgassatone, Quando la sua zampata pianta la prima marcia il CLAAAACK è impressionante, mi procura un disgusto di unghie che graffiano una lavagna, porto le mani sulla faccia,….non posso guardare. La “condannata” parte in un turbine di fumo fra il tripudio della colorita “curva sud”. Alcuni idioti applaudono compiaciuti,…..li prenderei a scapaccioni.
Salgo sulla mia California e torno a casa.

A distanza di circa due anni ancora soffro di una allergia al wurstel. Ho tentato di sottrarre la meravigliosa creatura dalle grinfie di quell’orco, ho tentato, non ci sono riuscito. Guzzisti, perdonatemi.

Fabio Baldrati (Ravenna)


 
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Re: eqhoeviip (Voto: 1)
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